In questo 2026 possiamo dire che CAPCOM è la casa di sviluppo che sta pubblicando più titoli possibili, ma soprattutto produzioni di grande qualità. Dopo uno spettacolare Resident Evil requiem e un favoloso Monster Hunter Stories 3, questa volta è il turno di PRAGMATA. Ammetto che si tratta di uno dei videogiochi che attendevo di più, soprattutto perché l’ambientazione rientra tra le mie preferite, e senza contare il setting narrativo che sembrava davvero interessante. Dopo aver amato la versione di prova Sketchbook, non potevo non recensire il gioco completo, e posso già dire da ora che ne sono rimasto stupefatto.
Quando mostrarono il gameplay rimasi abbastanza colpito e allo stesso tempo perplesso sul funzionamento, ma una volta provata la demo ogni dubbio è svanito. Adesso che ho finito il gioco completo, posso raccontarvi com’è andata la mia esperienza su PlayStation 5 insieme a PRAGMATA!
PRAGMATA
Una Luna inospitale
Nella narrazione di PRAGMATA, la Terra ha raggiunto uno stadio di sviluppo tecnologico molto avanzato, tanto da aver dato vita alla fibra lunica, la quale permette lo sviluppo di molte infrastrutture in pochissimo tempo attraverso delle stampanti. La Terra perde ogni contatto con la Luna e proprio per questo manda una squadra in cui è presente anche il protagonista, Hugh Williams. La squadra di soccorso approda sulla base lunare per investigare il motivo di questo mancato contatto, ma purtroppo un terremoto separa il nostro eroe dal resto del gruppo. Proprio a causa di ciò, si apre una frattura che lo farà cadere per diversi metri, danneggiando la tuta e causandogli ingenti danni. In questo momento avviene l’incontro con Diana, una bambina androide nonché Pragmata. Si tratta di una forma di vita artificiale nata da un progetto segreto della Delphi Corporation.
Per uscire dalla base e tornare sulla Terra abbiamo bisogno del suo aiuto. Appunto per questo dovremo esplorare i diversi settori che compongono la base lunare, per capire come mai l’intelligenza artificiale IDUS sia impazzita e mandi i suoi robot contro Hugh e Diana. Ciò su cui punta il gioco è il rapporto tra i due protagonisti, che da perfetti sconosciuti si ritrovano a dover affrontare insidie non sempre semplici. L’umanità di Hugh e l’ingenuità di Diana, che non conosce la Terra, porteranno i due a instaurare un rapporto fatto di aneddoti inerenti al pianeta blu. Quello che nasce è a tutti gli effetti un rapporto padre e figlia, grazie a una narrazione ben scritta. Alcuni colpi di scena risultano davvero imprevedibili.

Tempo di hackeraggio!
Alla base PRAGMATA è uno sparatutto in terza persona che, grazie alla presenza di Diana, introduce alcune meccaniche davvero interessanti. Dato che Hugh Williams ha sulle spalle la bambina, lei potrà hackerare i nemici attraverso un pannello che comparirà a destra dello schermo. Con i tasti principali per le azioni dovremo muoverci all’interno di questo “rompicapo”, nel quale sono presenti delle caselle blu che permettono di infliggere più danni ai nemici una volta raggiunta la destinazione verde. Non sempre sarà semplice, perché dovremo tenere costantemente sotto mira il nemico che vorremo hackerare.
A questo si aggiungono anche dei moduli, alcune unità che compaiono nel terminale di hackeraggio e che possono infliggere status differenti. Ad esempio esiste quello dedicato al multi-hackeraggio che, una volta completato, colpirà i nemici adiacenti all’avversario hackerato. L’hacking non serve solo a infliggere danni, ma è fondamentale anche per scoprire i punti deboli dei robot.
Il nostro eroe, allo stesso tempo, ha a disposizione un discreto armamentario, dalla pistola fino ad arrivare ad altre tre armi secondarie che si amplieranno nel corso dell’avventura. Ci sono armi che permettono di infliggere molti danni, mentre altre possono essere utili a ingannare i nemici, come l’Oloproiettore. Quest’ultimo ci permette di creare una copia di Hugh per distrarre i nemici e colpirli mentre sono impegnati con l’ologramma.
I nemici sono numerosi e alcuni di questi possono presentare scudi o addirittura disturbatori che limiteranno il nostro hacking. Spesso i boss hanno uno scudo rosso che va abbattuto e che ci oscura una zona dell’hackeraggio. Diana ha a disposizione pure una tecnica che potrà essere usata solo una volta riempita l’apposita barra, sferrando tattiche davvero utili o infliggendo ingenti danni ai nemici.

Azione immediata!
L’azione di gioco è davvero veloce. Abbiamo a disposizione salti, schivate e perk che ci permettono di sfruttare al meglio le movenze. Man mano che esploreremo la mappa troveremo dei punti spendibili all’interno della base principale, che fungerà da hub. In questa base avremo a disposizione il pannello per potenziare Hugh e Diana, tra la tuta e la potenza di hackeraggio. Fondamentali anche i perk equipaggiabili, i quali ci garantiscono effetti immediati all’interno del gioco, con un limite di utilizzo.
Nel rifugio sono presenti delle missioni chiamate Simulazioni, che consistono in delle sfide di vario tipo che ci daranno ottime ricompense.
Sempre da Cabin, un robot davvero amichevole, potremo utilizzare i timbri. Questi si ottengono principalmente con alcune azioni di gioco, ma il modo più semplice è completare le Simulazioni ottenendo un buon punteggio e soddisfacendo i requisiti.
All’interno del Rifugio potremo posizionare i Ricordi Modulari Terrestri, che sono oggetti che ricreano alcuni elementi della Terra, come ad esempio uno scivolo o simili. Li raccoglieremo per Diana, per mostrarle come sono alcune cose sul nostro pianeta. Possiamo interagire con la bambina ogni volta che torneremo al rifugio, parlandole, e spesso avremo interazioni uniche in alcuni momenti del gioco. Ho trovato davvero bello il rapporto tra i due personaggi anche al di fuori delle missioni.

Un RE Engine ancora più forte
Abbiamo avuto modo di vederlo con le produzioni rilasciate quest’anno, ma il RE Engine si dimostra ancora una volta un motore grafico davvero eccellente. A livello visivo abbiamo un titolo spettacolare, con tantissimi dettagli per le ambientazioni e i personaggi. Nella versione per PlayStation 5 che ho giocato, ho apprezzato molto la possibilità di dare priorità al framerate o al comparto grafico. In entrambe le modalità PRAGMATA è davvero uno spettacolo. L’unico difetto che ho riscontrato è qualche piccolo pop-in.
Un altro problema emerso è che alcuni nemici rimangono incastrati durante le battaglie, rendendo a volte gli scontri meno soddisfacenti. Non si tratta di qualcosa che compromette in maniera significativa l’esperienza, ma in certi momenti avrei preferito vedere il nemico attaccare con tutta la sua ferocia anziché restare bloccato. Per il resto, il gioco offre un buon livello di sfida, soprattutto nelle Zone Rosse, aree facoltative dove è possibile ottenere ottime ricompense affrontando miriadi di nemici molto forti.
Promossa la colonna sonora, davvero toccante e ben realizzata, capace di esaltare perfettamente la delicata trama di PRAGMATA. Anche il doppiaggio in italiano svolge un ottimo lavoro. Nel cast troviamo Ruggero Andreozzi, che molti ricorderanno per Bayek di Siwa in Assassin’s Creed Origins.

Commento Finale
Questo mese di aprile ci ha donato un grande titolo: PRAGMATA rientra tra le migliori opere di CAPCOM degli ultimi anni. La narrazione è davvero interessante, ma il tutto viene accompagnato da un gameplay soddisfacente e diverso rispetto a ciò a cui siamo abituati di solito. Se siete alla ricerca di un’avventura capace di offrire qualcosa di nuovo, PRAGMATA fa sicuramente al caso vostro!

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