Posso dire che CAPCOM quest’anno è partita in quinta: ho avuto il piacere di giocare non troppo tempo fa Resident Evil Requiem su PlayStation 5 e ora, a distanza di poco, sono finalmente pronto a parlarvi di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, altro titolo di punta della casa nipponica. Ammetto di essere una fan della serie, sia quella principale che quella degli Stories. Ho avuto il piacere di recensire i primi due con la collection uscita qualche anno fa.
Ho passato davvero molte ore in compagnia del Rider e di tutti i suoi fedeli compagni. È stata un’avventura davvero emozionante, soprattutto perché presenta delle meccaniche nuove e un comparto tecnico di tutto rispetto!
Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection
Da nobili origini
La narrazione ha origini nel passato, dove il regno di Azuria e Vermeil sono quasi sul punto di guerra. Entrambe le terre hanno subito una brutta piaga che rende inabitabili i loro territori. Eppure tutto si smuove quando la regina trova l’uovo di un Rathalos, una creatura che, a causa degli eventi sulla terra, era scomparsa. Allo schiudersi, però, dal suo interno non ne esce uno, ma bensì due, e tutti rimangono stupefatti, perché si tratta di un brutto presagio di sventura. Il gioco ci porta a diversi anni dopo la nascita dei due Rathalos, uno di questi viene affidato al protagonista, figlia del Re e della Regina.
Nonostante siamo gli eredi al trono di Azuria, siamo anche dei ranger e ne diventiamo il capo. Il nostro obiettivo è riportare alla normalità alcune parti dell’ecosistema che la piaga ha colpito. Insieme a noi ci sono i nostri più fidati compagni, che ci aiutano nelle missioni. Poco dopo il filmato iniziale vedremo finalmente Eleanor, che arriva direttamente da Vermeil. Le trattative tra i due paesi non vanno come ci si sarebbe aspettato, infatti lei decide di sua sponte di diventare un’ostaggio come prigioniera politica. Allo stesso tempo, però, il popolo di Azuria non la tratta come tale, ma le lascia libertà di azione: si unirà infatti al gruppo della protagonista. La storia rimane interessante per tutta la sua durata, con ottimi colpi di scena inaspettati. Dopo i primi capitoli entra nel vivo dell’azione, portandoci ad esplorare ben fuori rispetto alla nostra casa.

Un mondo da salvare
Dal punto di vista del gameplay il gioco ci permette, ad inizio, di personalizzare il nostro personaggio. Come capita nei precedenti capitoli, il focus principale del gioco è l’utilizzo dei Monstie, che potremo trovare in giro per le lande e arruolare solo quando otterremo le uova dalle Tane dei Mostri sparse per il gioco. Ogni qualvolta raccoglieremo delle Uova di Mostro, dovremo tornare al nostro accampamento, dove potremo farle schiudere e vedere quale mostro otterremo e con quali valori. Si tratta di una meccanica che, per chi ha giocato gli altri Monster Hunter Stories, risulterà parecchio familiare.
Una delle meccaniche di questo terzo capitolo è quella di ripristinare l’equilibrio all’interno dell’ecosistema del mondo di gioco. Per farlo dovremo liberare alcuni dei mostri che otterremo, così da ripopolare una parte del bioma che prima era desolata. Avremo un menù apposito chiamato Ripristino degli Habitat, che ci darà un quadro sulla situazione delle varie zone e ci permetterà di scegliere quale mostro liberare, creando così anche delle varianti che altereranno il bioma. Ammetto che ho trovato questa nuova meccanica davvero interessante, riesce ad alternare bene il ritmo della storia. Anche all’interno della narrazione ci vengono introdotte le Specie a Rischio, ovvero quei Monstie che purtroppo sono in pericolo e si vedono raramente. Questo perché esistono dei mostri invasivi, che dovremo sconfiggere per fare in modo che l’uovo torni nelle nostre mani.

A Spada in mano
Il team di sviluppo non ha voluto dimenticare il passato, per questo il sistema di combattimento riprende i canoni dei precedenti capitoli. In battaglia saremo noi e il nostro Monstie: potremo dargli dei comandi ed effettuare allo stesso tempo delle azioni. Il tutto, ovviamente, a turni. Avremo a disposizione tre tipologie di attacchi: forza, tattica e velocità. Dovremo sempre usare l’elemento opposto a quello del nemico per mandare a segno l’attacco. Come accade nei capitoli principali, possiamo distruggere delle parti dei nostri nemici, rendendoli così inermi. In alcuni casi, per annullare tecniche devastanti, dovremo concentrarci sulla distruzione di una parte specifica del mostro. Nel caso dei mostri invasivi, invece, sarà più complicato, perché in base agli indizi raccolti durante l’esplorazione potremo capire quale sia il loro punto debole.
La principale novità tra i nemici sono i Mostri Indomiti, molto più forti dei normali. Hanno delle parti cristallizzate che vanno attaccate solo in determinati momenti, perché se sbagliamo causeranno un contrattacco devastante. Usare una buona tattica è fondamentale, così come sfruttare la possibilità di cavalcare il nostro fidato compagno ed effettuare una tecnica speciale. Ogni qualvolta un nemico finisce a terra, potremo ottenere dei materiali da investire in nuove armature o armi, che ci aiuteranno nel corso del nostro viaggio.

Per tutti i gusti
All’interno di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection c’è una meccanica che può ricordare quelle presenti nei Persona e Shin Megami Tensei. Potremo utilizzare un sistema chiamato Rituale Sciamanico, con il quale trasferiremo tecniche e abilità da un Monstie all’altro. Ovviamente dovremo scegliere con cura questi potenziamenti, poiché possono fare una grande differenza in battaglia.
Anche il poter cucinare è una delle meccaniche che tornano in questo capitolo e ci darà la possibilità di sfruttare dei potenziamenti per l’esplorazione. A tutto questo si aggiunge un’esplorazione della mappa molto più vasta rispetto al passato, con più nemici a schermo e missioni secondarie. Oltre alle classiche missioni secondarie, sono presenti delle storie secondarie, esclusive dei nostri compagni, nelle quali li conosceremo meglio e li aiuteremo con un problema che hanno individuato. Ho trovato questa aggiunta assai piacevole, perché aggiunge ore di narrazione in più e arricchisce già l’ottima campagna principale.

Artisticamente magistrale
Dal punto di vista tecnico Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è una boccata d’aria fresca. Il team di sviluppo ha impiegato il RE Engine per questo capitolo, offrendo un impatto visivo di grande qualità, accompagnato da scorci di ambientazioni fenomenali. Anche nei filmati la regia risulta decisamente migliorata, con modelli dei personaggi di ottima qualità.
Ho giocato al titolo su PlayStation 5, dove non ho riscontrato problemi tecnici per quanto concerne il framerate. Peccato però per la presenza di alcuni bug minori durante l’esplorazione, come ad esempio il mancato input nella raccolta degli oggetti. Dispiace anche per la mancanza del multigiocatore, in questo capitolo non è possibile affrontare in alcun modo i Monstie dei nostri amici o di avversari sparsi per il mondo. Ottimo il doppiaggio in Giapponese, che viene accompagnato anche da una colonna sonora di tutto rispetto.

Commento Finale
osso confermare che, dopo aver solcato i cieli con il mio Ratha in Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, posso dire di essere rimasto totalmente soddisfatto. Nonostante qualche piccola sbavatura causata da bug minori, il gioco rimane un JRPG interessante e divertente da giocare. Se amate la serie di Monster Hunter o avete giocato gli altri Stories, vi innamorerete di questo terzo capitolo!
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