Fire Emblem Warriors: Three Hopes – Recensione
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Fire Emblem Warriors: Three Hopes – Recensione

Dopo avervi parlato di Fire Emblem Warriors: Three Hopes in un provato, ho messo le mani sulla versione completa del gioco, per vedere se effettivamente ciò che mi aveva trasmesso nelle prime battute di gioco fosse realmente come pensavo.
Parto dal presupposto che si tratta di uno spin-off che segue quasi fedelmente il modus operandi di altre produzioni Warriors come quella di Hyrule Warriors, giusto con qualche aggiunta in base al brand da cui è tratto.

Ho passato tante ore in compagnia di Shez e il Flagello Cinereo, che non è altro che Byleth, e finalmente sono pronto a dare il mio giudizio definitivo sul prodotto!

Una storia che diverge

La storia ci mette nei panni della mercenaria Shez, che è invischiata nella guerra per il Fòldan e si ritrova a scegliere a quale casata prestare i suoi servigi. Prima ancora di questa decisione, avremo il piacere di fronteggiare faccia a faccia il Flagello Cinereo: Byleth. Durante lo scontro vedremo Shez sconfitta per mano di Byleth. Poco dopo entreremo in contatto in una dimensione con un essere misterioso, il quale ci porterà nuovamente in vita facendo emergere un grosso potere latente.

La storia è ambientata in una linea temporale completamente diversa da quella di Fire Emblem: Three Houses. Per quanto alcuni momenti sembrino convergere nei punti focali della storia del brand principale, ben presto ci accorgeremo come le cose andranno a prendere una piega completamente differente.
Affrontare tutte e tre le storie è pressoché obbligatorio per la narrazione, perché determinati eventi prenderanno una piega completamente diversa in base alle nostre scelte.

Legami ed espedienti narrativi

Durante le fasi di esplorazione degli accampamenti, avremo modo di stringere amicizia con i vari membri delle casate. L’elemento dei legami tra i membri del gruppo è abbastanza importante, e determinate scelte ci permetteranno di esplorare meglio il background di alcuni personaggi.

La narrazione di Fire Emblem Warriors: Three Hopes vanta una regia di alta qualità, che da enfai a dei colpi di scena totalmente inaspettati. Il peso delle scelte è palpabile durante l’intero intreccio narrativo, mettendo spesso al protagonista nella posizione di rivalutare le proprie scelte e le proprie motivazioni.
L’espediente usato durante la storia è molto valido, i ragazzi di Omega Force sono riusciti a utilizzare l’elemento “what if” con maestria, e spinge chi non ha giocato Three Houses a recuperare quest’ultimo per capire meglio determinati personaggi.

Varietà al campo…

La storia è suddivisa in capitoli, e tutti hanno una media durata di circa mezz’ora o poco più. C’è però da tenere in conto che, in base al casato che sceglieremo, la trama prenderà una piega differente e affronteremo dei capitoli con grosse differenze tra loro. Si possono considerare tre storie diverse che vanno affrontate per capire tutta la narrazione.

Una volta che avremo completato le parti introduttive del gioco, avremo accesso alla mappa e con quest’ultima la possibilità di esplorare e parlare con i vari NPC. Inutile dirvi che il gioco possiede un infinità di missioni secondarie che ci permettono di livellare meglio il nostro party.

Tecnicamente il sistema di combattimento è alla base uguale a quelli di altri Musou: avremo infatti la possibilità di concatenare attacchi leggeri e pesanti durante una combo. La scelta degli attacchi è molto importante, soprattutto quando ci troviamo in mappe sovraffollate da nemici che ci infliggono ingenti danni.
Come di consueto, nella mappa avremo molteplici obiettivi che cambieranno man mano che avanzeremo nella mappa, aggiungendoci anche dei compiti secondari che solitamente nascondono un’ottima ricompensa.

Ogni personaggio può cambiare il suo Job dall’apposito menù, andando a esplorare così nuove tecniche belliche da usare sul campo di battaglia. Bisogna però tenere in mente i bonus permanenti e quelli di classe per far infliggere il massimo dei danni al personaggio.
Ho apprezzato come il gioco ci premi per aver svolto un buon lavoro sul campo di battaglia, infatti sarà possibile accedere a dei bonus esperienza in base a tutto ciò che abbiamo fatto durante il livello.

…e non solo

Gli obiettivi principali consistono nel liberare un avamposto o sconfiggere il generale di turno per aprire le porte dell’avamposto, o spesso ci capiterà di dover resistere a delle ondate di nemici. Fortunatamente a spezzare il ritmo classico vengono incontro gli elementi di Fire Emblem, permettendoci una completa personalizzazione di attacco durante le missioni, mandando i nostri alleati alla conquista di avamposti o a svolgere altri compiti nell’apposita mappa.
All’inizio di ogni missione potremo scegliere le nostre truppe da schierare, personalizzare gli equipaggiamenti delle pedine e del nostro personaggio. Si tratta di elementi fondamentali per non essere spazzati via in poco tempo.

Se tutto questo non fosse abbastanza, i nostri personaggi avranno la possibilità di utilizzare la magia o attacchi speciali. Bisogna tenere bene in mente che le armi hanno un cooldown visibile in mappa, e ogni volta che l’arma si distruggerà, non sarà possibile ripararla fino alla fine della missione, mettendoci in una situazione di completo svantaggio contro i nemici.

Avremo inoltre la possibilità di distruggere le difese nemiche annientando la loro Barra Collasso, che una volta scaricata ci permetterà di lanciare un incredibile attacco in grado di infliggere una grande quantità di danni. Se questo non fosse abbastanza, è presente pure il Risveglio, che ci rende invincibili e in grado distruggere le Barre Collasso dei nemici in pochissimi attacchi, sferrando ingenti danni.

Artisticamente buono, ma con qualche piccolo difetto

Dal lato artistico Fire Emblem Warriors: Three Hopes è quasi inattaccabile, grazie a dei personaggi sempre ben diversificati e dallo stile ben delineato e piacevole da vedere. Ci sono anche momenti dove la CGI mostra tutto il suo splendore in epiche scene di battaglia che enfatizzano i momenti più importanti.
Il tutto però viene macchiato da un framerate che scende sotto ai trenta frame per secondo durante le fasi più concitate, dove a schermo sono presenti troppi effetti e nemici.

La mia critica a Omega Force è dovuta al fatto che gli stessi problemi è possibile trovarli in altri loro prodotti come Hyrule Warriors o lo stesso Fire Emblem Warriors precedente. Sono dei problemi ben noti agli sviluppatori che negli ultimi anni non hanno fatto nulla per ovviarli. Sicuramente qualche passo in avanti è stato fatto, sia graficamente che tecnicamente, ma al momento non è abbastanza per sormontare questo grande scoglio che rallenta l’azione di gioco.

Anche il doppiaggio Giapponese e Inglese fanno un ottimo lavoro: l’interpretazione dei personaggi è molto convincente e riescono a donare un giusto spessore ai protagonisti principali delle vicende. Infine, la colonna sonora è impeccabile e in alcuni momenti raggiunge degli apici elevati.

Commento Finale

In conclusione,posso dire che Fire Emblem Warriors: Three Hopes è promosso, anche se ha qualche piccolo difetto per colpa del framerate non sempre stabile. In compenso abbiamo una narrazione principale di grande qualità, che permette di affrontare una storia molto dinamica e che spesso muta in base alle nostre scelte. Anche la longevità è elevata, grazie al sistema di scelte e alla possibilità di unirsi a uno dei tre casati.

Sulla direzione artistica non ho nulla di cui lamentarmi. Purtroppo tecnicamente, oltre al framerate, abbiamo delle texture non sempre ben curate e che spesso ricordano l’epoca PlayStation 2. Mi sarei aspettato una cura maggiore da quel punto di vista, soprattutto perché sono difetti ben noti al team di Omega Force.

Nonostante tutto, mi sento in dovere di consigliare il gioco a tutti coloro che hanno amato Fire Emblem: Three Houses o a chi è alla ricerca di un musou diverso dagli altri.

  • 8/10
    Voto - 8/10
8/10

Riassumendo

Fire Emblem Warriors: Three Hopes è un buon prodotto, ma avrebbe potuto osare molto di più se avesse avuto una cura maggiore nel comparto tecnico. Nonostante tutto, è un’esperienza che consiglio ai fan di Fire Emblem.