Questa prima metà del 2026 si è rivelata piena di uscite di grande livello qualitativo. Per la seconda metà dell’anno non mancano ulteriori rilasci di spicco, quasi tutti misteriosamente concentrati sui mesi di settembre e ottobre. In questo momento di calma prima della tempesta, voglio fare un passo indietro e parlarvi di una delle produzioni che più mi ha colpita negli scorsi mesi: MOUSE: P.I. For Hire.
Il primo titolo dello studio polacco Fumi Games si è fatto attendere, arrivando tre anni dopo il suo annuncio nel 2023. Posso però assicurarvi che gli sviluppatori si sono fatti perdonare l’attesa, in quanto il gioco è un capolavoro in bianco e nero.

Quando videogiochi e animazione si incontrano
Non sono molti i videogiochi con elementi disegnati a mano, e che non utilizzano quindi il rigging dei modelli dei personaggi. Un videogioco che negli scorsi anni colpì per essere totalmente animato in modo tradizionale, oltre a strizzare l’occhio ai cartoni animati degli Anni Trenta, fu Cuphead.
Quando Fumi Games mostrò per la prima volta MOUSE: P.I. For Hire, il paragone con il titolo di Studio MDHR fu immediato, in parte per lo stile di animazione rubber hose, tipico del periodo da cui entrambi traggono ispirazione, ma anche perché semplicemente sono in pochi ad aver provato un approccio simile in tempi recenti.
Il risultato si è rivelato vincente: le animazioni sono ottime e ben curate, e riescono a donare al titolo un’identità fin da subito riconoscibile. Più volte sono rimasta incantata a vedere i dettagli di ogni singola animazione del protagonista e degli altri personaggi intorno a lui.
Ho apprezzato anche lo scontro tra lo stile animato e le tematiche trattate, tra cui un’aspra (e giusta) critica a l’abuso di ufficio da parte delle forze dell’ordine.

Ad accompagnare le animazioni abbiamo anche un’ottima colonna sonora e un doppiaggio di alto livello, con Troy Baker a dare voce al protagonista, il nostro detective Jack Pepper.
In più sul fronte tecnico il titolo è stabile fin dal Day One: ci ho giocato svariate ore su Steam Deck, e l’unico problema che ho avuto era dover correre a mettere in carica la console per non interrompere la mia sessione di gioco sul più bello!
Oltre l’animazione
Certo, la direzione artistica di MOUSE: P.I. For Hire è l’elemento che attira l’attenzione fin da subito, ma la produzione di Fumi Games è molto di più. Ci troviamo di fronte a un ottimo sparatutto, con nemici accaniti al punto giusto e un level design davvero ben realizzato. Jack Pepper, nel corso della sua avventura, trova sempre più armi per aiutarlo a eliminare i nemici, e sono tutte ben variegate tra loro.
Più volte mi sono trovata a paragonare il titolo, come esperienza di gioco, ai DOOM classici. I ragazzi di Fumi Games hanno anche omaggiato l’iconica serie di id Software con qualche Easter Egg ben piazzato.
In questo 2026 caotico a livello di uscite videoludiche, con grandi ritorni e titoli molto attesi, MOUSE: P.I. For Hire è riuscito a farsi distinguere, a dimostrare che il mondo videoludico ha ancora tanto da dare e a ritagliarsi un posto tra le mie uscite preferite dell’anno
I ragazzi di Fumi Games hanno svolto davvero un ottimo lavoro, e non vedo l’ora di vedere cos’altro avranno in serbo per noi negli anni a venire!

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