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System Shock – Recensione versione PlayStation 5

Dopo esserci occupati della versione per PC del remake di System Shock, a distanza di un anno ci ritroviamo a parlare nuovamente del gioco, uno dei padri fondatori degli Immersive Sim. Per chi non lo sapesse, System Shock è un capolavoro uscito nel lontano 1994 su MS-DOS e successivamente sia su Mac OS che su PC-98.

Per chi ha vissuto quell’epoca, si tratta di un titolo che ha reso epico un genere: non esagero dicendo che è uno dei giochi più influenti degli anni ’90. Eppure, a distanza di tante generazioni videoludiche, siamo di nuovo qua, per la seconda volta, a parlarvi del remake di un capolavoro, rimesso a nuovo da Nightdive Studios e Prime Matter, con questo nuovo porting per PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

System Shock Recensione

La vecchia amica SHODAN

Ci troviamo nell’anno 2072, e una volta scelto il sesso del nostro hacker quest’ultimo tenterà di accedere al sistema della Cittadella, ma fallirà miserabilmente. Questo sistema è gestito dalla TriOptimum, guidata da Edward Diego. Poiché saremo scoperti subito e condotti dal CEO della TriOptimum, ci verrà chiesto di eseguire l’hacking su SHODAN, una potente intelligenza artificiale che controlla la stazione. Il motivo per cui è necessario hackerare SHODAN non ci viene detto, ma in cambio ci viene offerto l’impianto chirurgico di un’interfaccia neurale.

Fin dall’inizio ci è chiaro che l’intelligenza artificiale non ha sempre controllato la stazione in modo così brutale. Qualcosa l’ha resa instabile, trasformando l’equipaggio in cyborg poco amichevoli nei nostri confronti. Nonostante il gioco non faccia della trama il suo punto di forza principale, si tratta comunque di una storia che ancora oggi è piacevole da seguire.

Fin dalla prima scena è possibile avvertire lo stile retrò di un’epoca ormai passata, che riesce comunque a rendere la visione spettacolare. Lo stile cyberpunk dei tempi è ancora vivo in questo remake, con colori più intensi ed effetti a schermo spettacolari.

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Girovagando per la base

Nonostante gli anni, System Shock rimane un gioco molto vasto e ricco di contenuti. L’esplorazione è rimasta l’elemento cardine dell’intera esperienza, e non mancano occasioni in cui saremo costretti a girare da un lato all’altro della nave alla ricerca del nostro obiettivo o per trovare una soluzione a uno dei puzzle che stiamo affrontando. Questo non vuol dire che il titolo non sia accessibile a un pubblico più giovane, tutt’altro. Il team di Nightdive Studios ha lavorato sodo per modernizzare il gunplay, ma soprattutto l’utilizzo dei menù.

Il sistema di combattimento è rimasto ancorato al prodotto originale, con i giusti accorgimenti. Si tratta di una soluzione per evitare di sconvolgere totalmente il sistema che tanto hanno amato i fan della serie. Ho trovato molto comodo l’utilizzo del DualSense su System Shock, rendendo i menù facilmente accessibili nonostante fosse un gioco prettamente disegnato per essere giocato a suo tempo solo su PC.

Il lavoro svolto per renderlo fruibile su console è encomiabile, soprattutto quando ci troveremo a raccogliere dai corpi dei nostri nemici gli oggetti che ci lasceranno. La navigazione dell’inventario con pad alla mano è più comoda di quanto mi aspettassi.

System Shock Recensione

Sui nostri passi

La bellezza dell’onnipresenza di SHODAN sta proprio nel fatto che qualunque cosa faremo sarà sempre lì, pronta a ostacolare il nostro cammino, cercando di sguinzagliare quanti più ostacoli possibili. Questo rende l’esperienza sempre tesa, con un filo di inquietudine che sovrasta anche lo stesso protagonista. Questo si percepisce soprattutto quando ci si smarrisce all’interno dell’immensa Cittadella.

Il gioco non offrirà mai nessun aiuto: le informazioni dovremo guadagnarcele scovando i file audio o i documenti sparsi all’interno del gioco. Si tratta di un espediente non proprio alla portata di tutti, dato che richiede molta pazienza.

Il backtracking è un elemento fondamentale del gioco. I nostri impedimenti nel tornare nelle aree passate sono calibrati in base alla difficoltà scelta a inizio gioco. In base al livello scelto, potremo avvertire maggiormente la presenza dell’Intelligenza Artificiale dietro alle nostre costole.

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Una nuova conclusione per System Shock

La versione console include già il nuovo aggiornamento uscito l’11 Aprile, il quale ha apportato l’introduzione della protagonista femminile e un nuovo finale per coloro che non avevano apprezzato quello al lancio.

Un ottimo porting

A livello estetico, System Shock è una bellezza per gli occhi. Nonostante qualche texture curata marginalmente, il gioco riesce a colpire grazie al suo stile ancora oggi unico e accattivante. I colori accesi e la cura per ricreare i luoghi iconici della Cittadella hanno reso l’estetica di System Shock ancora oggi valida.

Ho riscontrato qualche problema di compenetrazione dei modelli poligonali dei nemici, che spesso mi hanno impedito di poter raccogliere ciò che mi avevano lasciato con la loro dipartita. Si tratta di un problema non troppo grave, che può essere sistemato con una patch correttiva in futuro.

Il framerate del gioco è molto stabile nella sua versione per PlayStation 5, il tutto accompagnato da un comparto tecnico che ha reso il porting su console piacevole da giocare. I comandi, per quanto all’inizio possano sembrare complicati, sono facilmente intuibili e ci si fa l’abitudine rapidamente.

La risoluzione adottata per questa nuova versione è in 4K, che scala nelle situazioni più intense in modo da garantire sempre un’esperienza stabile e senza rallentamenti. I caricamenti su PlayStation 5 sono fulminei: in pochissimi secondi ci troveremo nel vivo del gioco. Nelle impostazioni di gioco, potremo modificare il FOV in qualsiasi momento, così come potremo ridurre il motion blur.

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Battaglia finale contro SHODAN

Sono rimasto soddisfatto dalla versione console di System Shock. La versione da me testata è stata quella per PlayStation 5, che, fatta eccezione di qualche piccolo bug, è risultata un’esperienza piacevole e ben ottimizzata. Si tratta di un capolavoro che difficilmente si può dimenticare, e che mi sento di consigliare!

System Shock
  • 8.5/10
    Voto - 8.5/10
8.5/10

Riassumendo

La versione console di System Shock dona un valore aggiunto alla produzione, dando la possibilità a più giocatori di scoprire questa perla del passato. L’aggiunta del nuovo finale e del personaggio femminile hanno arricchito il remake del gioco. Nonostante qualche piccolo bug di contorno, rimane un’esperienza altamente godibile anche nella versione console..

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.