The Last of Us Parte 1 e il bisogno di non sentirne bisogno

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Qualche giorno fa The Last of Us Parte 1 è stato in primis leakato dalla pagina ufficiale di PlayStation con tanto di trailer in bella vista, e poi annunciato durante il Summer Game Fest 2022 da Neil Druckman e la sua elite squad composta da Troy Baker e Ashley Johnson. Un annuncio piacevole? Purtroppo no, perché da quel momento il web è stato invaso da persone che urlano al “non ne sentivo il bisogno” fino a quelli che dicono “è una trovata commerciale e sono caduti in basso“.

Personalmente, non ne sentivo il bisogno nemmeno io, ma per questo non sono in giro per i Social a imbandire cortei di odio insensato verso ad un team di sviluppo che fino ad oggi non mi ha mai dato nulla da ridire dei loro prodotti. Anche perché The Last of Us Parte II è per me il punto più alto mai raggiunto all’interno della generazione di PlayStation 4.

Remake e Remastered per tutti i gusti!

Tornando al discorso del remake, la domanda da porsi: ce n’era davvero il bisogno?
Voglio farvi ragionare in modo differente: partiamo dal presupposto che questa nuova edizione permetterà a generazioni più giovani di poter vivere le storie di Joel ed Ellie con un comparto tecnico completamente rivisto. Solo questo è già un punto a favore, che permette di abbracciare una fetta di pubblico più fresca.
Oltretutto il team di sviluppo, attraverso le parole di Druckman, ha confermato che ci saranno dei netti miglioramenti al gioco, facendo tesoro anche di quanto appreso con l’engine della seconda parte.

Il fatto di imbandire queste campagne di odio, non fa altro che alimentare quello che c’è di malsano all’interno del settore. Secondo me non va demolito completamente il lavoro che Naughty Dog vuole portare sul piatto, anche perché se non si è interessati ad acquistare un gioco, basta semplicemente guardare altrove e comprare ben altro. La gente dimentica che il potere di acquisto è il loro, e non saranno certo dei poveri dipendenti che svolgono il loro lavoro a costringerli ad acquistare questo Remake.

Spesso ci lamentiamo delle Remastered, ma buona parte delle richieste dei videogiocatori sono proprio le suddette, che si tratti di un titolo venti anni fa o di uno rilasciato relativamente da poco.
Quindi la domanda da porsi in questa parte finale dell’articolo è solo una: magari la colpa è nostra e non degli sviluppatori?

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Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

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