Tiny Tina’s Wonderlands – Recensione

Dopo l’ottimo successo del contenuto aggiuntivo Assalto alla Rocca del Drago, Gearbox Software ha deciso di rilanciare Tiny Tina in un capitolo interamente dedicato a lei. Questa volta sono state stravolte le carte in tavola, proponendo sì un rimando alla serie di Borderlands, ma allo stesso tempo ricercando una propria individualità in modo da offrire un prodotto molto più fresco.
Quando si parla di Spin-Off la paura è legittima: abbiamo visto nel corso degli anni diversi esperimenti in ambito videoludico e non sempre sono riusciti a conquistare un buon risultato. Nel caso di Gearbox, però, possiamo già assicurarvi che ci è riuscita.

Tiny Tina’s Wonderlands è costruito tutto intorno ai riferimenti ruolistici e alla passione della ragazzina per il gioco di ruolo, cercando di approfondire al meglio il personaggio in una sessione che richiama in tutto e per tutto Dungeons & Dragons.

In questa recensione vi spiegherò perché per me si tratta di una delle migliori produzioni cooperative degli ultimi anni e quali sono stati i suoi elementi principali che mi hanno convinto.

Il Tessifato e il D20

La storia viene raccontata dalla Dungeon Master, Tiny Tina, la quale getterà il nostro eroe Tessifato nelle eroiche gesta di una partita di ruolo con i suoi nuovi amici. La storia ci fornisce l’obiettivo principale fin da subito: il nostro scopo è quello di abbattere il malvagio e perfido Signore dei Draghi.
All’interno della storia sono presenti personaggi che abbiamo avuto modo di conoscere al meglio durante la narrazione dei precedenti capitoli di Borderlands, che faranno la loro comparsa in una forma molto più comica ed esuberante, grazie alla nostra Tiny Tina, ormai maestra nel gestire le sessioni di Bunkers & Badasses.

La cosa più bella dell’intera narrazione è che non mancano i momenti seri, ma allo stesso tempo quelli divertenti che permettono di rimanere sbalorditi dai Deus Ex Machina che ci permetteranno di avanzare in diverse situazioni bizzarre.

La longevità della storia principale si attesta sulle dodici ore, personalmente ho giocato tutto interamente in modalità cooperativa con Phimie, apprezzando le potenzialità della Couch Co-op.

Niente armi convenzionali?

Eppure, nonostante il setting differente, potremo abbracciare le armi classiche dei Borderlands, però con un effetto della bocca di fuoco differente, che richiama gli attacchi magici del gioco di ruolo. Anche le granate non esistono più, al suo posto sono presenti degli incantesimi che potremo cambiare man mano che acquisteremo i tomi dedicati da equipaggiare (uno per volta).
Tra l’armamentario troviamo anche quelle bianche, tra asce e spade, che ci permetteranno un approccio ravvicinato con i nemici donandoci anche delle soddisfazioni, dato che molte di queste hanno più probabilità di infliggere del danno ingente.

Parlando invece della personalizzazione, a inizio gioco ci sarà data la possibilità di personalizzare il nostro alterego scegliendo le statistiche e il background di partenza, ma anche modificandone l’aspetto fisico.

Ambienti più vasti!

Per quanto riguarda gli ambienti, questi sono strutturati in maniera completamente differente rispetto alla serie principale. Avremo grandi zone da setacciare per ricercare l’ambito tesoro o del loot utile al potenziamento del nostro personaggio. C’è da dire che sono presenti anche percorsi più lineari: ad esempio, quando saremo fuori dalle zone principali, ci sposteremo nell’Otherworld, sezione a visuale isometrica dove ci sposteremo e avremo la possibilità di incappare in alcuni incontri casuali con dei nemici, spostando così l’azione di gioco in alcune aree ristrette.

All’interno del mondo di gioco esterno sarà possibile completare delle quest secondarie, le quali ci permetteranno di accumulare molta esperienza, senza contare che sono presenti delle zone secondarie che nascondono delle sfide e delle ricompense di qualità.

Lo scopo degli sviluppatori è quello di donare al videogiocatore una vera esperienza da gioco di ruolo da tavolo, ma trasportato nel mondo di Borderlands. Ciò lo rende un’esperienza piacevole soprattutto per i giocatori di Dungeons & Dragons.

Cooperativa e Gunplay da urlo

Bisogna ammettere che il meglio di sé viene dato quando si gioca in cooperativa su Tiny Tina’s Wonderlands, rendendo l’azione di gioco più divertente e variegata, grazie anche alle classi tra cui è possibile scegliere.
Personalmente ho gradito molto la presenza della Couch Co-op, mi ha permesso di giocare interamente al titolo con la mia dolce metà senza dover ricorrere a due console in contemporanea. Un elemento da valorizzare, visto che le produzioni moderne stanno man mano eliminando la possibilità di poter giocare dalla stessa console con altre persone.

Ho apprezzato la diversificazione delle classi, dato che ognuna di essa avrà a disposizione delle abilità uniche che saranno essenziali nel decidere le sorti di uno scontro, agevolando una tipologia di azione anziché un’altra. Ho dovuto scegliere con molta attenzione quale build seguire, per non ritrovarmi con alcune carenze durante gli scontri, questo ha fatto sì che il progresso del personaggio non fosse mai sottotono e che avesse una certa importanza.

Un endgame valido

Nonostante il livello massimo raggiungibile sia il 40, potremo continuare a ottenere punti esperienza per sbloccare delle classi aggiuntive, aumentando così la longevità ai giocatori più temerari che ricercano l’ambito 100% del gioco.
Come ho già detto in precedenza, bisogna tenere bene in mente che gli ambienti di gioco sono piuttosto ristretti e dunque non avremo a disposizione alcuna cavalcatura per muoverci all’interno della mappa, il tutto deve essere percorso a piedi.

Una volta terminata la storia principale di Tiny Tina’s Wonderlands, avremo la possibilità di poter fare un clean-up di tutte le missioni secondarie che abbiamo lasciato irrisolte. Anche dal punto di vista dei boss opzionali, il gioco non lascia a desiderare e, anzi, ci propone alcune sfide interessanti che non voglio anticiparvi per non rovinarvi la sorpresa. Se tutto ciò non fosse abbastanza, come nei vecchi Borderlands possiamo portare a termine una serie di sfide per ottenere ulteriore punteggio utile per il potenziamento del Tessifato.

Tecnicamente ottimo

A capitanare l’engine di gioco abbiamo alla base quello di Borderlands 3, che per l’occasione si è migliorato offrendo una resa grafica molto più pulita, soprattutto negli ambienti maggiormente aperti. La natura cross-gen viene spesso fuori, a causa degli ambienti piuttosto ridotti per evitare un appesantimento dell’hardware di vecchia generazione. Non possiamo dire nulla di negativo sui modelli poligonali, curati nel minimo dettaglio e adornati da un set di animazioni impeccabili.

Nel comparto audio troviamo una colonna sonora epica ad accompagnare le nostre gesta, peccato però che il doppiaggio in questa occasione sia esclusivamente Inglese. Non capiamo il motivo di questa scelta da parte del Publisher, però a causa di ciò spesso si perdono alcuni spezzoni di dialogo sia per i sottotitoli non sempre precisi che per l’audio macchiato dai suoni di gioco.

Ho giocato a Tiny Tina’s Wonderlands nella sua versione per PlayStation 5, godendo di caricamenti pressoché istantanei.
La cosa che ho più apprezzato è come è stato sfruttato il DualSense: ogni arma ha una resistenza diversa data dai grilletti adattivi. Uno dei tanti esempi a riguardo è il fucile da cecchino, il quale fa molta più resistenza nel grilletto dello sparo e il suo ritorno è molto più “scattante” per restituire quel senso di grilletto.

Nella modalità cooperativa purtroppo il gioco soffre di ingenti cali di framerate, soprattutto nelle fasi più concitate dove il gioco scende sotto ai 25 FPS. Ho riscontrato anche un problema nei caricamenti delle aree più vaste sempre in modalità cooperativa locale, spesso mi sono ritrovato con texture e nemici che comparivano all’improvviso.

La fine del Tessifato

In conclusione, sono felice di aver potuto mettere le mani su Tiny Tina’s Wonderlands, titolo che è riuscito a coinvolgermi e stupirmi fino alla fine della sua durata. La storia è interessante da seguire e il personaggio di Tina è decisamente migliorato rispetto al passato, peccato però per la longevità non proprio ottimale della storia. Non abbiamo nulla da ridire sul comparto grafico, granitico e piacevole da vedere, ma si sarebbe potuto ottimizzare meglio il framerate nelle modalità multigiocatore locale.

Mi sento in dovere di consigliare il titolo a tutti coloro che sono alla ricerca di un nuovo Borderlands atipico, in attesa che il quarto capitolo venga annunciato da parte di Gearbox. Che altro dire? Tirate il vostro D20 e gettatevi in questa nuova avventura!

Tiny Tina's Wonderlands
  • 8/10
    Voto - 8/10
8/10

Riassumendo

Tiny Tina’s Wonderlands è un ottimo titolo, presenta una delle migliori storie stand-alone ambientate nell’universo di Borderlands. L’unica sua pecca risiede in una poca ottimizzazione nelle fasi più dense di effetti, andando a minare la qualità generale di gioco.

Clowen

Classe 1996, assiduo consumato di giochi di ruolo, amante delle fotografia e informatico a tempo pieno.