Call of Duty: Modern Warfare 2 – Recensione
Featured Recensioni Recensioni Videogiochi Videogiochi

Call of Duty: Modern Warfare 2 – Recensione

Avevo avuto modo di mettere le mani su Modern Warfare 2 in anteprima, durante la prima beta chiusa tenutasi non poco tempo fa. Ne avevo già parlato sul portale e le carte in regola per un multigiocatore di qualità c’erano tutte, però non avevo avuto modo di provare con mano la modalità giocatore singolo. In occasione della sua uscita, Activision mi ha mandato un codice per provare finalmente con mano l’esperienza finale di Infinity Ward e vedere quello che aveva da offrire la compagna, dopo il soft reboot uscito nel 2019.

Armato fino ai denti, mi sono fiondato alla prova di Modern Warfare 2, curioso di vedere cosa hanno da offrire Ghost, il Capitano Price e tutto il team iconico della serie!

La guerra non cambia mai

Dopo la campagna del primo capitolo che si chiudeva con una grande citazione all’originale Modern Warfare cercando di ricalcare in qualche modo dentro il reboot alcuni elementi iconici in modo citazionistico, anche il secondo capitolo cerca di fare lo stesso in alcune missioni.

In questo capitolo avremo la possibilità di approfondire i legami tra i vari personaggi iconici, partendo da Simon Riley, conosciuto con il nome di Ghost, e di tutta la squadra che forma. Inutile dirvi che la presenza di Soap è onnipresente, visto anche il finale del primo reboot. Quelli che andremo dunque a impersonare saranno tutti i membri della Task Force creata da John Price.

Volti del presente e del passato

Tra i nuovi personaggi troviamo l’agente della CIA Kate Laswell e Phillip Graves, quest’ultimo a capitano di una squadra militare privata e segreta conosciuta con il nome di Shadow Company. Chi ha giocato il secondo Modern Warfare 2 uscito due generazioni fa, conoscerà sicuramente Shepherd, generale dell’esercito russo, uno dei personaggi chiave dell’intera storia, che ancora una volta si riconferma essere punto cardinale dello svolgimento narrativo di Modern Warfare 2.

La storia ci butta subito nell’azione: dei missili nucleari americani sono stati trafugati, e qualcuno sta tentando di venderli sul mercato iraniano usufruendo dell’appoggio del cartello messicano. Nei vari dossier, scopriremo che a tirare le fila del Cartello c’è una figura misteriosa che si fa chiamare Il Senza Nome, o in lingua ispanica “El Sin Nombre”. Durante le nostre operazioni contro il cartello, saremo chiamati a unire le forze con la Mexican Special Forces, dove ci verranno introdotti due nuovi personaggi: Alejandro Vargas e Rodolfo Rudy.

La narrazione ci permetterà di esplorare diversi stati alla ricerca di risposte e dei responsabili che hanno rubato i missili nucleari. Ci sono sezioni veramente mozzafiato, dove l’inaspettato è quasi dietro l’angolo.
La struttura è la medesima dei precedenti capitoli, ma ci sono delle missioni che sono fuori dai canoni della serie. Per esempio saremo chiamati a effettuare un inseguimento oppure a realizzare armi di fortuna per sopravvivere alle guardie.

Scene mozzafiato, ma non tutto brilla

Se tutto questo non fosse abbastanza, si aggiungono alcune emozionanti scene d’intermezzo, dettate da filmati in computer grafica che raggiungono vette alte per questa generazione. Personalmente una delle missioni e delle ambientazioni che ho più amato è quella di Amsterdam, che ha riscosso anche grande successo e stupore nei social dai primi screenshot, dato che la ricreazione è fedele e difficilmente si riesce distinguere il gioco dalla realtà.

La durata della storia si attesta sulle sette ore in modalità Normale, mentre in Veterano è possibile raggiungere anche le otto ore. Nonostante tutto si tratta di una narrazione non sempre di alto livello, piacevole da seguire, ma che manca di mordente, dato che gli eventi scorrono piuttosto veloci e non c’è il tempo di elaborarli, per poi raggiungere un finale piuttosto frettoloso. Dall’altra parte della medaglia troviamo un cast di personaggi convincenti e molto più “umani”, dato che il team di sviluppo ha puntato a caratterizzarli meglio rispetto a quanto fatto in passato.

Il finale lascia spazio per un terzo capitolo del reboot di Modern Warfare, ma di questo non voglio anticiparvi nulla per non rovinarvi la sorpresa. L’unica cosa che posso dire è che questo secondo capitolo è un buon apripista nonostante i suoi difetti, e che potrà sicuramente piacere a tutti coloro che hanno apprezzato il capitolo originale o semplicemente il primo reboot del 2018.

La guerra globale

Per condire i contenuti del gioco è stata introdotta una nuova modalità chiamata Operazioni, totalmente giocabile in cooperativa con altri giocatori. Purtroppo non siamo ai livelli del Modern Warfare 2 del 2009, dove era presente un parco missioni molto ampio e variegato. In questo caso avremo a disposizione solamente tre operazioni che si riescono a finire in massimo un’oretta di gioco. Per quanto si tratta di una modalità inserita per “contentino” ai giocatori nostalgici, ci saremmo aspettati più amore.

Per quanto la campagna sia un elemento importante, il fulcro dei Call of Duty negli ultimi anni è sicuramente il multigiocatore, essendo uno dei titoli con più giocatori attivi al mondo. Alla base abbiamo una struttura uguale a quella vista nella beta, con la possibilità di scegliere le modalità e di personalizzare il nostro equipaggiamento prima di ogni scontro.
A questo però va aggiunta la possibilità di utilizzare durante le battaglie il tuffo e l’arrampicata, rendendo l’azione molto più verticale e strategica. Si tratta di piccoli elementi che fanno si che l’azione sia più veloce e più appagante.

Per quanto riguarda l’armaiolo, ho apprezzato la possibilità di poter personalizzare il mio operatore e l’equipaggiamento, partendo dalle modifiche delle armi (che siano caricatori o la canna di un fucile), a quelle estetiche. L’arsenale è molto vasto e permette un approccio totalmente personalizzato su misura per ogni giocatore.

Missione compiuta, caro comparto tecnico!

Per quanto riguarda il comparto tecnico, abbiamo un IW Engine 9.0 che rende l’impatto visivo di qualità. Ci sono scene che registicamente sono di altissima fattura, anche grazie alla potenza delle console di nuova generazione. Il tutto gira con un framerate a 60 FPS che difficilmente ho visto scendere. La mia prova è stata effettuata sulla versione Xbox Series X del gioco, e non ho riscontrati particolari problemi.
Anche il doppiaggio Italiano si riconferma ancora una volta un elemento fondamentale per la campagna. I doppiatori hanno saputo restituire una caratterizzazione unica dei personaggi.

Ho una nota di demerito per la UI dei menù di gioco, i quali risultano fin troppo confusionari e strutturati male. Spesso si fatica a trovare le modalità, senza contare che spesso capita un fastidioso bug che refresha la pagina riportandoci in cima alla selezione. 

Commento Finale

Per concludere, Modern Warfare 2 è stata una bella esperienza grazie ad una campagna d’impatto, nonostante questa pecchi di “coraggio” rispetto al suo predecessore. Il comparto multigiocatore si riconferma essere uno degli elementi cardini della serie, con un buon bilanciamento delle armi e delle modalità variegate. Dunque sì, mi sento di consigliare Modern Warfare 2 e speriamo che Infinity Ward ci riservi delle grandi sorprese per un eventuale terzo capitolo!

Call of Duty: Modern Warfare 2
  • 8.5/10
    Voto - 8.5/10
8.5/10

Riassumendo

Modern Warfare 2 è un ottimo sequel del reboot, nonostante avrebbe potuto osare qualcosa in più. Nonostante tutto, mi sento in dovere di consigliarlo a tutti gli appassionati di Call of Duty.