NINJA GAIDEN: Ragebound – Provato

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La serie di Ninja Gaiden è tra quelle che meritavano un ritorno sulla scena videoludica, soprattutto perché, dal lontano Ninja Gaiden 3: Razor’s Edge, non si è più avuto notizia della serie, se si esclude la Collection rimasterizzata. Eppure KOEI TECMO GAMES ha finalmente esaudito il desiderio dei fan di Ryu Hayabusa, con ben tre titoli: Ninja Gaiden II Black (che abbiamo recensito), il quarto capitolo della serie e infine NINJA GAIDEN: Ragebound.
La cosa che ha sorpreso di più è che, in questo caso, non è Team Ninja a occuparsi dello sviluppo, ma The Game Kitchen. Per chi non lo sapesse, sono gli stessi autori dei due Blasphemous, due metroidvania di grande successo.

Ho avuto il piacere di provare in anteprima questo nuovo titolo nella sua versione per Steam e vi racconto com’è andata!

NINJA GAIDEN: Ragebound - Provato

Spazzare i demoni

Il prologo della storia inizia con Kenji Mozu, il protagonista di NINJA GAIDEN: Ragebound, che si sta allenando con il suo maestro Ryu Hayabusa. Il giovane appartiene al clan Hayabusa, ma ancora sta percorrendo la via del ninja e ha ancora tanto da imparare. Il maestro, nonché l’iconico protagonista della serie, Ryu Hayabusa, ci chiede di allenarci insieme a lui per vedere cosa abbiamo imparato in tutti questi anni. Il prologo funziona da grande tutorial per capire i comandi base del gioco e aiutarci a muovere i primi passi.

La narrazione, da quel che ho visto, parte in modo molto semplice: un gruppo di demoni ha invaso il villaggio e, allo stesso tempo, Ryu deve assentarsi per volere del padre e andare in America, dando così al giovane ninja il compito di difendere gli abitanti in sua assenza. Lungo la storia, visto che nella versione che abbiamo provato salta un intero capitolo, il destino del protagonista si intreccerà con quello di Kumori, che, dopo essere stata sconfitta, diventerà uno spirito per aiutare il protagonista.

NINJA GAIDEN: Ragebound - Provato

L’Izuna in 2D!

Come dicevo, il prologo ci aiuta molto a capire i meccanismi base del gioco, per muoverci al meglio nello scenario in 2D. La prima cosa che salta all’occhio è che, rispetto a Blasphemous, è stato scelto un approccio più dinamico e veloce. Il nostro eroe può effettuare salti molto alti, aggrapparsi ai tetti e alle pareti. Una delle meccaniche più importanti in questo capitolo di Ninja Gaiden è l’uso del contrattacco per rimbalzare tra i nemici, che fungono proprio da pedane per passare da un punto all’altro.

Ho apprezzato molto queste sezioni platforming, perché anche i meno esperti del genere possono superarle senza troppe difficoltà. Gli scenari sono piuttosto ampi e nascondono diversi segreti, tra cui i teschi e gli scarabei a cui la serie ci ha abituati.

NINJA GAIDEN: Ragebound - Provato

Ad armi in mano

Parlando del combattimento, ci troviamo davanti a un gameplay decisamente in linea con lo stile tipico della serie. Avremo a disposizione diversi attacchi base che, se concatenati, possono dar vita a combo, alcune delle quali ricordano quelle usate da Ryu Hayabusa. All’interno degli scenari ci sono nemici con un’aura blu che, se sconfitti, ci permetteranno di assorbire lo stesso potere, consentendoci di eliminare i nemici con un solo colpo nel successivo attacco.

Per quanto riguarda i boss, questa meccanica non consente un’uccisione immediata, ma ci permette comunque di infliggere molti più danni. Spesso sarà necessario caricare un colpo per distruggere alcuni elementi a schermo e, se non c’è un nemico che ci fornisca questa energia, potremo sacrificare parte della nostra vita per ottenere un attacco potenziato.

Come accennato, Kenji non è solo nella sua avventura: ad accompagnarlo c’è Kumori. Può essere evocata tramite un tasto dedicato, permettendoci di lanciare kunai o falci che infliggono danni significativi. La presenza di Kumori introduce anche sezioni di gioco in cui sarà lei a prendere temporaneamente il controllo, con un tempo limitato da una barra. In queste fasi potrà interagire con elementi della sua dimensione per sbloccare il percorso a Kenji.

Il livello di sfida del gioco si mantiene su buoni livelli, inoltre ho avuto il piacere di provare una modalità più difficile che è stata accessibile solo una volta completata la demo. Questa modalità ha reso il gioco ancora più appagante, soprattutto durante i combattimenti con i boss.

Tra dubbi e certezze

Personalmente ho apprezzato molto ciò che ho provato di NINJA GAIDEN: Ragebound, soprattutto per quanto riguarda il gameplay. Il lavoro svolto dal team di sviluppo è encomiabile, in particolare perché rispetta profondamente lo spirito della serie e rende l’esperienza davvero piacevole. Le incertezze, invece, riguardano la narrazione che, per quel poco che ho visto, risulta essere piuttosto semplice.

Non vedo l’ora di mettere le mani sulla versione completa il 31 Luglio, e il mio consiglio è di tenere d’occhio questo titolo, soprattutto se amate la serie o se avete apprezzato Blasphemous!

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Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

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