Ho Rigiocato a Drakengard 3 nel 2021

Quando ormai oltre sette anni fa avviai per la prima volta Drakengard 3, non sapevo nulla della serie, di NieR e nemmeno di Yoko Taro. Ai tempi riuscii a fare tre dei quattro finali disponibili prima di doverlo restituire al legittimo proprietario.
Confesso che quando l’ho riavviato quest’anno non ricordavo assolutamente nulla se non qualche informazione sporadica. Man mano che sono andata avanti con le ore di gioco i ricordi hanno ricominciato ad affiorare, così come la mia frustrazione per certe missioni secondarie e, ora che sono arrivata ai titoli di coda del Branch D posso finalmente parlarvi della mia esperienza.

Questo articolo vuole essere una continuazione di quello che scrissi un anno fa su Fahrenheit: Indigo Prophecy. Penso sia interessante parlare di certi titoli (ri)giocati a molti anni di distanza rispetto all’uscita!

Due Parole sul Gioco

Il gioco si pone come prequel del primo Drakengard (uscito su PlayStation 2 nel 2004) e intende approfondire un elemento che arriverà fino a NieR Replicant/Gestalt. Nel caso foste interessati ad approfondire alcuni elementi della trama senza temere spoiler vi rimando a un articolo realizzato da Game Industry.
È possibile giocarlo come primo titolo dell’universo narrativo di Yoko Taro, e per alcuni versi penso sia meglio giocarlo prima per via dell’elemento conduttore tra tutti i giochi.

Drakengard 3 è un action RPG molto basilare nelle meccaniche e altrettanto nel level design, ma è in grado di intrattenere abbastanza sia per la trama e il suo sviluppo, sia nel caso stiate cercando un’esperienza relativamente leggera. Oltre alle missioni della storia principale sono presenti anche delle quest secondarie, trentanove, le quali però risultano molto ripetitive.

Com’è Giocare a Drakengard 3 nel 2021?

Quando il gioco uscì venne pesantemente criticato per il comparto tecnico, decisamente non all’altezza con gli standard offerti da PlayStation 3 all’epoca. Non sto parlando di una “grafica brutta”, ma di cali di frame rate nelle sezioni più concitate (e in tutto il prologo del gioco). Addirittura il livello finale, che è una sezione rhythm game della durata di circa otto minuti, aveva svariati cali di frame rate.

La situazione nel 2021 è esattamente la stessa: Drakengard 3 non è stato minimamente patchato post lancio, quindi tutti i problemi sperimentati all’uscita sono ancora lì. Ciò non lo rende ingiocabile, ma confesso che si tratta di una barriera da superare, soprattutto quando si è abituati a giocare titoli odierni.

Drakengard 3 mi è piaciuto e non poco nonostante le tante imperfezioni tecniche. Ammetto anche di aver odiato i Discepoli di Zero, i quali hanno rovinato alcuni dei momenti più importanti della storia.

Consiglierei questo gioco a qualcuno? Onestamente dipende, non penso sia un titolo per tutti viste le tematiche trattate. Quello che posso invitarvi a fare è guardare qualche trailer per farvi un’idea sul gioco che vi aspetta.

EvilPhimie

Gioco fin dal 1998. Nel corso degli anni ho scritto per vari siti videoludici per poi aprire un mio blog. Nel tempo libero, oltre ai videogiochi, adoro Dungeons & Dragons (5e), Magic: The Gathering, leggere e ricamare.