Sono passati ormai sei anni da quando abbiamo avuto un nuovo capitolo della serie di Cyanide Studio. Il team di Nacon è finalmente tornato alla carica con Styx: Blades of Greed, titolo che promette grande rivoluzione alla serie con un sistema di furtività avanzato.
Ho avuto il piacere di giocarlo in anteprima nelle scorse settimane e, dopo aver raggiunto la fine della storia, sono pronto a parlarvene!
Styx: Blades of Greed
Il ritorno del Goblin
L’inizio della storia di Styx: Blades of Greed prende vita proprio dalla fine del secondo capitolo. In questa scena vediamo ancora il goblin alle prese con l’elfo oscuro Djarek che stanno combattendo, mentre la nave sta per schiantarsi a causa del violento attacco di un golem. Per chi si ricorda e ha giocato i precedenti capitoli, era proprio il boss finale di Styx: Shards of Darkness. Eppure, per sopravvivere, devono trovare un accordo, pertanto i due mettono da parte le ostilità e, collaborando con Helledryn, cercano un modo per uscire da quella situazione disperata. Infatti proprio per questo ci troveremo a dover scalare, per cercare di metterci in salvo e trovare una soluzione.
Ci troviamo diverso tempo dopo, confinati a nasconderci a causa dell’Inquisizione. In questa parte del gioco dovremo arruolare qualcuno che sappia guidare un dirigibile, e questo è il Capitano Irving. Si tratta di un nano che è rinchiuso per via dell’Inquisizione e lo troviamo all’interno di una struttura del Muro. Fin dalle prime battute possiamo vedere come il Muro sia attanagliato da guardie dell’inquisizione pronte a farci fuori appena ci vedono. Infatti la fuga del nano non è proprio un compito facile.
na volta che avremo completato il prologo, l’avventura verterà sulla ricerca del Quarzo, un potere che può cambiare le sorti della battaglia e potrebbe evitare una catastrofe.
La qualità della narrazione è altalenante, alcuni eventi sono fin troppo frettolosi e non hanno il tempo di respirare per darci tutte le informazioni. Il prologo risulta davvero lento, proponendoci delle situazioni ripetitive. La storia ci porta a esplorare diversi punti del mondo di gioco, alla ricerca del Quarzo. Da questo punto di vista è da lodare la diversificazione dei nemici a cui dovremo stare attenti.

Nelle ombre
Chi non ha mai giocato a un titolo della serie deve sapere che Styx: Blades of Greed è un’esperienza quasi totalmente votata allo stealth. Perché gli scontri frontali non hanno mai grande successo, anzi spesso finiremo a terra anche alle difficoltà più basse. Avremo a disposizione il nostro pugnale, che ci servirà ad accoltellare i nemici alle spalle, cercando di fare quanto meno rumore possibile per evitare di essere individuati.
Purtroppo però non ho gradito gli scontri faccia a faccia, in quanto questi spesso risultano inutili e la maggior parte delle volte si concludono con la morte di Styx.
Dall’altro lato il nostro personaggio ha una serie di abilità che sono davvero utili. Una di queste è quella di diventare invisibili per un breve lasso di tempo, utilizzando l’apposita barra per le tecniche. Certo, non si possono usare sempre, ma aiutano davvero molto. A venire in soccorso ci sono pure gli strumenti, come la possibilità di poter sparare dei dardi che mettono fuori gioco le guardie nel nostro cammino.
Dal punto di vista dei nascondigli, ne avremo di diversi. Partendo da alcuni cunicoli, fino ad arrivare a nasconderci all’interno dei barili per non farci individuare. La cosa che non ho gradito però è che spesso, nonostante i nemici siano in una fase di allerta e non ci abbiano più sott’occhio, automaticamente ci individueranno e, tra due barili, andranno sempre a controllare quello dove siamo noi.
In compenso abbiamo un sistema di copertura, che ci permette delle movenze più silenziose. Ho notato che rispetto ai capitoli precedenti, l’individuazione dei rumori è decisamente elevata.

Abilità e peculiarità
Man mano che avanzeremo nella storia, otterremo nuove quantità di Quarzo, che ci permetteranno di avere accesso a nuove abilità che ci aiuteranno nella riuscita della nostra missione. Tra queste c’è anche il controllo mentale, che ci aiuterà non poche volte durante l’avanzata.
A potenziare il nostro Styx c’è un albero delle abilità che ci permetterà di aumentare le statistiche del personaggio, apprendendo pure nuove abilità. Per farlo dovremo ottenere dei punti esperienza e aumentare di livello. Oltre a ciò, è presente pure un menù dedicato al crafting degli strumenti e delle pozioni, dovremo avere però il materiale idoneo, che sarà possibile raccogliere negli scenari che visiteremo.
Il gioco offre un livello di sfida decisamente elevato, i nemici ci individueranno molto facilmente e non sarà quasi mai facile scappare dalle loro grinfie.

Un buon titolo, ma con qualche inciampo
Ho gradito molto l’estetica di Styx: Blades of Greed, si vede la grande potenza che l’Unreal Engine 5 può offrire a un titolo di questo genere, viste le mappe grosse. Eppure sulla versione PlayStation 5 ho riscontrato qualche calo di framerate e purtroppo anche diversi pop-in di texture che comparivano tra un cambio di cutscene in gioco e l’altra. Dal punto di vista delle luci, queste offrono una buona resa, anche se non sempre sono precise e soffrono di flickering.
Purtroppo nel corso della mia esperienza ho avuto anche qualche piccolo bug, tra cui personaggi che sono rimasti incastrati o nemici che non riuscivano a tornare in posizione, poiché rimanevano bloccati dall’ostacolo davanti a loro.
In compenso però, dal punto di vista dei comandi, è stato effettuato un buon lavoro di mappatura, rendendo il titolo davvero godibile a pad alla mano.

Commento Finale
Posso dire che Styx: Blades of Greed è un gradito ritorno della serie, con un capitolo di buona qualità, ma che avrebbe potuto osare di più. La narrazione è interessante, anche se alcuni eventi avrebbero meritato più spazio. Peccato per i diversi bug presenti, che ci auguriamo vengano risolti nel corso delle prossime settimane.
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