Non è passato molto tempo da quando in queste pagine vi ho parlato di Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land. A suo tempo mi ha convinto davvero molto, rendendo effettivamente la serie molto più accattivante grazie a delle nuove meccaniche che l’hanno svecchiata. Ammetto che ritornare nei panni di Yumia è stato un grande piacere, perché si tratta di un’avventura davvero colorata e piacevole, con una storia di fondo sorprendente.
Durante il Nintendo Direct di giugno, il titolo è stato annunciato per Nintendo Switch 2. Non potevo esimermi dal darvi il mio parere su questa versione!
Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land
L’Alchimia al centro di tutto
All’interno del racconto vestiamo i panni di Yumia Liessfeldt, una giovane ragazza divenuta alchimista proprio come sua madre. Il mondo di questo capitolo di Atelier non vede di buon occhio gli alchimisti a causa di un grande evento che ha segnato la popolazione del mondo di gioco. Proprio per questo, fin dalle prime battute vediamo come molti personaggi siano diffidenti nei confronti della protagonista e come questa debba fare i conti con i pregiudizi delle altre persone. Il contrasto con questi altri personaggi principali è davvero interessante, soprattutto perché vediamo anche la maturazione di alcuni di loro.
Spesso nel racconto avremo modo di far ricredere le persone, cercando al contempo di capire cosa la gente tema dell’alchimia. Dall’altro lato del racconto avremo l’obiettivo di purificare quelle aree non più calpestabili a causa del grande cataclisma che ha visto come minaccia principale quest’arte proibita. Man mano che riusciremo a purificare le zone, potremo scoprire la storia del passato di quei luoghi, cercando di capire cos’è successo.

Un mondo di gioco ricco, ancora oggi
L’anno scorso avevo apprezzato davvero molto l’esplorazione che mette a disposizione Atelier Yumia, dato che si tratta di un mondo con una struttura open-world, una novità assoluta per la serie. Avere un mondo così grande porta con sé una grande responsabilità, senza contare che non è facile evitare di proporre delle lande completamente vuote. La cosa che mi è sempre piaciuta di questo capitolo è la possibilità di personalizzare, man mano che proseguiamo nella storia, il nostro Atelier. Certo, si tratta in alcuni casi di opzioni dal puro valore estetico, ma nel contesto funzionano davvero bene, aggiungendo un’ottima varietà.
Abbiamo anche le sintetizzazioni alchemiche, che ci permetteranno di creare degli oggetti seguendo le ricette che abbiamo trovato. In base ai tre slot che riempiremo nell’Alchemy Core, determineremo la qualità dell’oggetto che verrà fuori una volta completato. Ogni ricetta che avremo a disposizione può raggiungere fino al rango dieci.
Il tutto viene anche accompagnato da un ottimo gameplay per quanto riguarda gli scontri. All’interno del mondo di gioco troveremo i nemici, con i quali potremo entrare in combattimento in tempo reale.
Nel nostro party potremo portare fino a un massimo di tre personaggi per volta, lasciando gli altri in panchina. Ovviamente all’interno degli scontri potremo scambiare i personaggi. Ammetto che alcune volte gli scontri mi hanno dato del filo da torcere: non sono sempre stati molto semplici e, in alcuni casi, le risorse sono state fondamentali, da utilizzare in maniera oculata per curarmi.

Un inciampo su Switch 2
Il gioco ci offre la possibilità di optare per due modalità, prestazioni o qualità. Purtroppo il framerate non è dei migliori, in entrambe le modalità ho spesso riscontrato dei vistosi cali che hanno compromesso in alcune fasi la godibilità dell’esperienza. In compenso la qualità grafica, nonostante qualche compromesso, risulta ancora oggi piacevole anche in modalità portatile. A livello di consumo della batteria devo ammettere che non è molto elevato, permettendo sezioni di gioco davvero longeve.
Dal punto di vista tecnico GUST avrebbe dovuto porre maggiore attenzione a questo porting. Attualmente è in lavorazione una patch per risolvere questi problemi. Allo stato attuale il gioco rimane giocabile, ma l’esperienza ne risente in parte, dato che Atelier Yumia propone un mondo gigantesco che finisce per influire sulle prestazioni. Una nota positiva riguarda i bug che avevo riscontrato nella build per PlayStation 5: qui su Nintendo Switch 2 sembrano essere stati corretti, dato che non si sono presentati.

Commento Finale
Posso confermare che Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land rimane un ottimo titolo che rivoluziona la serie. Peccato per gli inciampi tecnici dovuti a una conversione non proprio ottimale, ma non disastrosa. Sono certo che GUST saprà trovare una soluzione, ma allo stato attuale il titolo presenta dei compromessi che potrebbero far storcere il naso a molti, soprattutto durante l’esplorazione.
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