Dead Space 2008
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Dead Space non faceva poi così paura

Ieri è stato finalmente rilasciato The Callisto Protocol. Assieme alla prima fatica di alcuni ex membri di Visceral Games, sono anche usciti pareri e recensioni che spesso ripetono la stessa frase. Secondo molti The Callisto Protocol non è spaventoso quanto il primo Dead Space.

Ho letto e riletto più volte questa affermazione. Mi ci sono soffermata a più riprese, ma sento proprio il bisogno di scrivervi la riflessione che sono arrivata a fare, e quindi eccola qui: Dead Space non faceva poi così paura.

Sia chiaro, non voglio assolutamente sminuire il gioco, visto che è anche uno dei miei preferiti della settima generazione. Non voglio nemmeno sminuire chi si è spaventato a morte con il primo Dead Space. Voglio soffermarmi più sulle similitudini tra i due videogiochi che non sulla percezione personale sul concetto di horror.

Onestamente non penso che The Callisto Protocol abbia nulla da invidiare a Dead Space in termini di atmosfera. Gli ambienti oscuri, tanti piccoli rumori a cui prestare attenzione, i nemici che ti attaccano quando meno te lo aspetti… Questi sono solo alcuni degli elementi che creano atmosfera in entrambe le produzioni.

The Callisto Protocol

Si percepisce che dietro a The Callisto Protocol ci sono le stesse menti che nel 2008 hanno rilasciato Dead Space. Sono presenti svariati momenti citazionistici che i fan dell’IP di Electronic Arts certamente sapranno apprezzare. Tuttavia il titolo di Striking Distance Studios, già durante le prime ore di gioco, riesce a farsi distinguere con una forte identità propria sia nella storia, sia nelle meccaniche di gameplay. In futuro vi riparlerò sicuramente di The Callisto Protocol per approfondire il discorso!

Tornando a Dead Space e al fatto che non facesse paura, il mio punto è che sì, è sicuramente un gioco horror nelle tematiche e nel mood generale, ma appunto lo è anche The Callisto Protocol. Perché allora viene percepita questa grande differenza tra i due?

Desensibilizzazione all’orrore

Partiamo dal fatto che il primo Dead Space è stato mitizzato negli anni. Il capostipite del franchise di Electronic Arts è un gioco estremamente amato e altrettanto compianto dai fan che sono rimasti per anni orfani del loro survival horror nello spazio.

Già quando lo giocai per la prima volta nel 2012 non provai mai paura, ma sicuramente inquietudine. Ai tempi feci svariate run, la prima delle quali rigorosamente da sola in casa, di notte e al buio con le cuffie. Negli anni ho preservato i ricordi di un gioco molto divertente e con un’atmosfera inquietante realizzata magistralmente.
A Ottobre di quest’anno ho ricominciato il primo Dead Space su Xbox Series grazia al GamePass. Vi confesso che mi ricordavo l’inizio molto più inquietante di quanto non fosse in realtà, complici anche i dieci anni passati dall’ultima volta che ho vestito i panni di Isaac Clarke.

Avendo avuto un’esperienza con Dead Space così recente, ho potuto subito fare un confronto con la mia esperienza di ieri con The Callisto Protocol. Non capisco perché in molti dichiarino che The Callisto Protocol non sia abbastanza horror, e nemmeno abbastanza survival. Lo è esattamente come lo era Dead Space ai tempi.

The Callisto Protocol

Quello che mi viene da dire, oltre alla mitizzazione dell’IP di Electronic Arts, è che negli anni siamo stati desensibilizzati a determinati tipi di contenuti. Rispetto al 2008, i contenuti gore e a tinte horror, non solo in ambito videoludico, hanno visto un incremento non indifferente. Non che prima non esistessero, ma l’esposizione è sicuramente incrementata.

Se Dead Space fosse arrivato sulle nostre console per la prima volta nel 2022, non ci ricorderemmo di lui come di un videogioco spaventoso. Ed è una teoria che potremo sicuramente testare insieme tra un mese, quando uscirà il remake.

Dead Space 2008 Isaac Clarke