Ho Finalmente Giocato a Blacksad: Under the Skin nel 2022
Blacksad: Under the Skin
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Ho Finalmente Giocato a Blacksad: Under the Skin nel 2022

A fine 2019 avevo decido di farmi un piccolo regalo di Natale e compleanno, ovvero la versione Nintendo Switch di Blacksad: Under the Skin.
Ricordo la gioia di aprire la scatola targata Amazon, vista la mia curiosità per il fumetto e il personaggio di John Blacksad. Avevo deciso di finire prima il gioco, e poi di avvicinarmi al fumetto.

Ecco, quella gioia durò pochissimo perché, sebbene il gioco sembrasse interessante già dall’incipit, era letteralmente ingiocabile su Nintendo Switch ai tempi, specialmente in modalità handheld. Sperimentai lag e freeze già nella schermata iniziale del gioco, e l’esperienza una volta cominciato fu similare.

Quasi tre anni dopo da quello sfortunato acquisto, ho finalmente avuto modo di giocare a Blacksad: Under the Skin nella sua incarnazione per Xbox One. A differenza da quella Nintendo Switch, la versione per console Microsoft grazie al cielo non soffriva di lag e di freeze. Ho avuto finalmente un’esperienza di gioco relativamente tranquilla, con giusto qualche glitch grafico poco degno di nota.

Visto che negli anni non ho sentito molte opinioni positive in merito, le mie aspettative su Blacksad: Under the Skin erano sprofondate nel corso di questi quasi tre anni. Com’è dunque il gioco? Mi è piaciuto?

Blacksad: Under the Skin

“Non capirò mai come facciano i detective e criminali dei film a dirsi spacconate mentre lottano”

Voglio dirlo senza troppi giri di parole. Blacksad: Under the Skin è un gioco discreto. Non è di certo esente da difetti, ma tutto sommato ha saputo intrattenermi molto durante tutta la sua durata.

In generale la scrittura della trama, inedita rispetto a quella dei fumetti, avrebbe meritato una maggiore attenzione soprattutto verso metà della narrazione. Però il più grosso difetto narrativo è che è abbastanza facile capire chi è dietro le vicende andando semplicemente per esclusione.

Una cosa che mi ha colpita molto è la presenza di tante variabili con le scelte da compiere. Non solo le scelte per stabilire il nostro finale, ma anche tante piccole decisioni che aggiungono sfumature diverse durante gli eventi. Possiamo fare la spia su un nostro amico, decidere di rivelare o celare informazioni e chi chiamare nel momento del bisogno.

Il gameplay ricorda quanto visto nelle avventure Telltale Games: ci sono svariati Quick Time Event e, dalla seconda metà del gioco in poi, il tempismo sarà fondamentale per evitare di arrivare a un Game Over. Apprezzabile anche la possibilità di collegare degli indizi per fare delle deduzioni per scoprire delle nuove informazioni sul caso.

Sul fronte tecnico abbiamo un buon doppiaggio, una colonna sonora che ho davvero apprezzato e un comparto grafico tutto sommato ben fatto.
Un problema che però ho avuto è la legnosità dei movimenti del nostro Blacksad: la camminata è troppo lenta e con le animazioni ingessate, e non abbiamo nemmeno la possibilità di accelerare il passo. Questo rende la ricerca di indizi alquanto frustrante. Per non parlare del fatto che a volte il mio ingessatissimo Blacksad si è incastrato contro il nulla.

Blacksad: Under the Skin

“Ma, probabilmente, neanche io meritavo di morire per uno come lui”

C’è del potenziale per un altro titolo dedicato a John Blacksad. Il mondo in cui vive il nostro investigatore privato è intrigante e pieno di carattere, e c’è potenziale per realizzare svariati casi.

Purtroppo l’accoglienza di Blacksad: Under the Skin sul mercato non è stata delle migliori, a ragione dei videogiocatori per i vari problemi tecnici che hanno piagato il gioco al suo rilascio. Allo stato attuale l’avventura è giocabile dall’inizio alla fine senza particolari problemi, ma è necessario che gli sviluppatori recuperino la fiducia persa nel caso volessero cimentarsi su un’altra produzione dedicata a Blacksad.

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