GhostWire: Tokyo – Recensione
GhostWire: Tokyo
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GhostWire: Tokyo – Recensione

Dopo anni dall’uscita di The Evil Within 2, Tango Gameworks ha rilasciato GhostWire Tokyo su PC e PlayStation 5.
Lo studio di sviluppo ha deciso di discostarsi dal survival horror e ci ha proposto questa volta un’avventura a tinte sovrannaturali basata sul folklore giapponese.

GhostWire Tokyo mi ha intrigata fin dal suo annuncio, con il mio hype che andava crescendo ogni volta che veniva rilasciato un nuovo trailer. DualSense alla mano, mi sono addentrata per le strade desolate di Tokyo con trepidazione, ma anche con qualche timore.
Il gioco avrà rispettato le mie aspettative? Scopriamolo insieme!

Due Spiriti e Un Corpo

Qualcosa di strano sta accadendo a Tokyo, e lo vediamo attraverso gli occhi di uno spirito che conosceremo in seguito come KK. Sta cercando un corpo da possedere e i suoi occhi si soffermano su un ragazzo, Akito, che giace a terra dopo quello che sembra un incidente.
Nemmeno una manciata di secondi dopo che KK si impossessa di Akito, scoprendo che non può prenderne il controllo completo, una misteriosa nebbia si abbatte su Tokyo facendo svanire tutti gli abitanti della città.

Fin da subito scopriamo che dietro a tutto c’è un uomo, che conosciamo come Hannya per via della maschera che indossa, ma le sue motivazioni ci restano inizialmente ignote.
Akito e KK decidono di unire le forze per salvare Tokyo e fermare Hannya dopo che quest’ultimo rapisce Mari, ovvero la sorella di Akito.

Nel corso dei sei capitoli che compongono la storia di GhostWire: Tokyo, mi sono trovata fin da subito presa dalle vicende narrate. La trama è ben scritta e ha un ottimo ritmo dato dal crescendo degli avvenimenti, senza escludere momenti di relativa quiete durante l’esplorazione di una Tokyo invasa dai Visitatori, ovvero i nemici che arrivano con la comparsa della nebbia.

I temi portanti della trama sono famiglia e morte, e questi vengono trattati a più riprese e sotto diverse sfaccettature, senza mai diventare scontati o ridondanti. Sono tematiche che si ritrovano sia negli eventi principali, che nelle missioni secondarie e nei dialoghi tra i due protagonisti.
Tutto ciò è contornato da leggende del folklore giapponese che affiorano ovunque tra quest secondarie, Visitatori e Yokai, così come da degli oggetti che si trovano a giro per il mondo di gioco.

Un Duo Dinamico

Nel corso delle vicende assistiamo all’evoluzione del rapporto tra Akito e KK. All’inizio assistiamo a una relazione in contrasto e forzata, dovuta alla condivisione dello stesso corpo. Anche i dialoghi durante l’esplorazione risultano freddi e in netta opposizione (per esempio quando si decide di accarezzare un cane o si fanno degli acquisti).
Man mano che andiamo avanti, però, sia con le vicende principali che con le missioni secondari, i due personaggi si conoscono meglio, condividono aneddoti e la dinamica del loro rapporto cambia sempre più.

Questi cambiamenti nella dinamica tra KK e Akito avvengono in modo organico e naturale, senza che si sentano delle forzature nella scrittura dei due personaggi. Più approfondiamo le loro storie personali, e più i due si aprono e condividono pensieri e timori, lasciando comunque spazio per scambi più allegri e in grado di strappare un sorriso.

Poteri dall’Aldilà

La convivenza con KK porta Akito ad avere una serie di abilità sovrannaturali per combattere al meglio i Visitatori. La principale è la Tessitura Eterea di Vento, di Acqua e di Fuoco. All’inizio abbiamo solo la prima di queste tre, mentre le altre due le sblocchiamo procedendo con gli avvenimenti della storia.

Le tre Tessiture Eteree hanno caratteristiche diverse, nello specifico: quella di Vento ha maggiore cadenza e grande gittata, ma danno ridotto; quella di fuoco ha un danno maggiore, ma minore cadenza (e ne abbiamo meno a disposizione) quella d’Acqua infine ha una gittata minore rispetto alle altre, ma il raggio d’attacco è maggiore.
Con tutte e tre possiamo fare attacco normale o potenziato, quest’ultimo ha caratteristiche diverse in base al tipo di Tessitura (quella di Fuoco causa una grande esplosione, mentre quelle di Vento e d’Acqua sono una serie di attacchi in sequenza).

Per utilizzare la Tessitura Eterea è necessario ottenere Etere dei tre elementi, e si ottiene distruggendo degli oggetti sospesi in aria (colorati in base a quale tipo di Etere rilasciano, in più ce ne sono di dorati che rilasciano Meika, la valuta del gioco) o eliminando i nemici.
Si ottiene più Etere quando si estrae il nucleo, che diventa esposto dopo aver attaccato abbastanza, dei Visitatori, oppure effettuando una Purificazione Istantanea avvicinandosi silenziosamente dietro i nemici.

Oltre alla Tessitura Eterea abbiamo a disposizione l’arco, il quale è molto utile per eliminare gran parte dei Visitatori in un colpo a distanza. Sono presenti anche i Talismani, i quali ci aiutano rispettivamente ad attirare i nemici lontani da noi (Talismano Esca), a nasconderci meglio (Rigoglioso), a esporre il nucleo (Corrosivo) e a paralizzare i nemici (Stordente).
Nelle sezioni in cui siamo forzatamente separati da KK abbiamo a disposizione soltanto l’arco e i Talismani, oltre alla Purificazione Istantanea.

Per avanzare nell’esplorazione (e nella storia) è necessario purificare i Portali Torii sparsi per tutta la città

Aumentare la Sincronia

Man mano che saliamo di livello o che troviamo gli appunti di KK sparsi per la città, otteniamo dei punti che possiamo utilizzare per apprendere nuove abilità. Queste si suddividono in potenziamenti per la Tessitura Eterea, in migliorie per arco, Talismani, cure e Rosari (oggetti da equipaggiare che migliorano una statistica, ci rendono più silenziosi o ci aiutano nel trovare Spiriti), e in migliorie per il combattimento e l’esplorazione.

I potenziamenti della Tessitura Eterea sono suddivisi per i tre elementi (più un ramo dedicato agli attacchi potenziati) e migliorano cadenza di fuoco, gittata o danno.
Quelli per migliorare arco, Rosari, cure e Talismani sono principalmente per aumentare la capacità di oggetti da portare con noi (per esempio equipaggiare fino a tre Rosari o portare fino a otto Talismani per tipo con sé). Nel caso dell’arco, oltre ad aumentare la capacità della faretra fino a venti frecce, è possibile migliorare la velocità con cui si può scoccare una freccia.

Consegnare gli Spiriti assorbiti nei Katashiro ci permette di salire di livello più in fretta

Le migliorie per il combattimento includono il rilascio di Etere dopo una Parata Perfetta, un tempo di esposizione del nucleo dei Visitatori maggiore e la possibilità di estrarre i nuclei quando i nemici finiscono a terra.
Quelle che concernono l’esplorazione includono l’aumento di tempo di volo fino a dieci secondi, al tempo per assorbire gli Spiriti nei Katashiro e alla velocità di movimento quando siamo accucciati.

Per apprendere alcune abilità è necessario prima avere un certo numero di Magatama, i quali si ottengono dagli Yokai sparsi per la città. Alcuni si possono incontrare in determinati punti di Tokyo, altri sono collegati a delle missioni secondarie.
Oltre alle abilità possiamo aumentare il numero di colpi massimi per tipo di Tessitura pregando presso le statue di Jizo.

A giro per Tokyo troviamo tanti shiba inu da accarezzare, e se gli diamo da mangiare possono darci dei Meika o condurci presso le statue di Jizo

Sopravvivenza in una Tokyo Infestata

Sparsi per tutta la città ci sono degli Spiriti (per un totale di oltre 240mila) che, come ho già anticipato, è necessario assorbire nei Katashiro (bambole di carta tradizionali giapponesi). Più ne troviamo e più ne possiamo liberare grazie alle cabine telefoniche sparse per Tokyo, il tutto in cambio di Meika e punti esperienza.
Alcuni Spiriti invece sono stati intrappolati in delle scatole di contenimento, che appaiono durante degli eventi casuali. Per poter assorbire questi Spiriti è necessario eliminare i Visitatori mentre questi tentano di assorbirli.

Per la mappa sono presenti anche svariate missioni secondarie, le quali sono di durata abbastanza breve, ma ci permettono di trovare ulteriori Spiriti. Tre di queste quest, però, sono importanti per la trama principale, e il gioco ce lo fa presente quando raggiungiamo un punto di non ritorno (fino a conclusione storia, poi possiamo tornare a esplorare la città).

Parlando della difficoltà, ho deciso di giocare GhostWire: Tokyo a Difficile, ovvero la seconda più alta difficoltà su quattro disponibili. Ho trovato questo livello di sfida ben equilibrato e in grado di dare non poche soddisfazioni. Il titolo sa premiare il giocatore quando si affrontano dei combattimenti escogitando la strategia migliore invece di entrare nella mischia senza criterio alcuno.

Purtroppo, però, l’intelligenza artificiale dei Visitatori lascia un po’ a desiderare. Capita sovente, infatti, che questi rimangano incastrati in componenti dell’ambientazione, permettendoci così di eliminarli senza problemi.
Un’altra cosa che ho notato è che, quando i nemici tentano di assorbire le scatole di contenimento degli Spiriti, questi non riescono a individuarci nemmeno se gli corriamo di fronte. In questo modo è possibile attaccarli alle spalle con una Purificazione Istantanea senza il minimo sforzo.

Tra le varie quest secondarie abbiamo anche quella di trovare vari tanuki nascosti, i quali si mimetizzano con oggetti di uso comune

Una Meravigliosa e Inquietante Tokyo

Tango Gameworks ha riposto una cura maniacale nel ricreare le strade della capitale giapponese. L’ambientazione riesce anche a creare un senso di inquietudine grazie all’atmosfera desolata e alla pioggia battente che di tanto in tanto ci accompagna nella nostra silenziosa esplorazione.
Il silenzio viene interrotto dall’ottima colonna sonora, che riesce a mescolare modernità e tradizione per un mix unico e indimenticabile. Ho apprezzato particolarmente le tracce per le boss fight, in grado di darmi la giusta carica per affrontare gli scontri.

Da un punto di vista tecnico, invece, GhostWire: Tokyo nella sua incarnazione PlayStation 5 è risultato fin dai primi minuti un gioco stabile e senza problemi, fatta eccezione per un piccolo calo di frame rate durante un combattimento particolarmente frenetico, problema che successivamente non si è più ripresentato.

È stato fatto un ottimo utilizzo sia del feedback aptico, sia dei grilletti adattivi e della cassa integrata al DualSense.
Fatta eccezione per alcune cutscene, la voce di KK e i rumori che ci avvertono della vicinanza dei Visitatori provengono proprio dalla cassa integrata, donando un senso di immersione maggiore.
Il feedback aptico contribuisce ulteriormente sia facendoci sentire il battito cardiaco del nostro protagonista che la pioggia battente che spesso ci accompagna. Non mancano ovviamente vibrazioni quando si combatte (specialmente quando si estraggono i nuclei), e in ogni caso il feedback aptico non è mai troppo forte, come invece avviene in altri titoli.

Un’Ode al Folklore Giapponese

GhostWire: Tokyo è un titolo che riesce a mescolare alla perfezione un’ottima trama e caratterizzazione dei personaggi assieme a un gameplay soddisfacente, coniugando il tutto alla perfezione con il folklore nipponico.
Si tratta di uno dei migliori giochi che io abbia giocato negli ultimi tempi, e della migliore avventura uscita nel 2022. Consigliatissimo specialmente ai possessori PlayStation 5 per le funzionalità DualSense sfruttate appieno!

GhostWire: Tokyo
  • 9/10
    Voto - 9/10
9/10

Riassumendo

GhostWire: Tokyo è un ottimo titolo che sa mescolare sapientemente trama, gameplay e lore del folklore giapponese. Consigliato specialmente ai possessori di PlayStation per le funzionalità DualSense, le quali aumentano l’immersione in questa avventura sovrannaturale indimenticabile.