Harvestella ha bisogno di più amore
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Harvestella ha bisogno di più amore

In questi giorni ho avuto il piacere di giocare a Harvestella, un titolo che è uscito quasi in sordina. Non ho visto grandi pubblicità dedicate al gioco, neanche una campagna di sponsorizzazione degna per poter far conoscere il prodotto anche a quelli meno informati. A mio avviso, il gioco ha bisogno di più amore, anche perché ci ritroviamo davanti a un titolo piacevole e con alcune caratteristiche molto interessanti, senza contare che la trama è veramente piacevole da seguire e riserva alcune sorprese.

Una nota di merito a Square Enix è dovuta, che ha saputo differenziare le uscite nell’ultimo anno con titoli grossi e non, tra questi troviamo Harvestella, ma anche Valkyrie Elysium e The DioFIELD Chronicles, due sorprese inaspettate di quest’anno.

Cos’è Harvestella

Alla base abbiamo un JRPG che strizza l’occhio a quelle che sono le dinamiche di un Farming Simulator, con la possibilità di portare avanti una nostra fattoria e dove saremo chiamati tutto il tempo a prendercene cura. Anche il nostro personaggio ha alcune necessità importanti, come quelle di mangiare e riposare, anche perché se rimarremo a stomaco vuoto saremo costretti a rinunciare alla possibilità di poter correre nello scenario.

Il lato sim del gioco è ben fatto, le attività da svolgere sono veramente tante e variegate, infatti avremo anche il tempo che scorre, e potremo impiegare la nostra giornata alla ricerca di materiali, arare i nostri campi oppure andare in una battuta di pesca per raccogliere del cibo. Anche lo stesso cibo ha bisogno di lavorazione, visto che potremo usarlo per cucinarlo e per portarcelo in giro e usarlo come scorta non appena la nostra barra della fame è svuotata.

Alla base del combattimento

La parte simulativa non è l’unica cosa importante di Harvestella: spesso saremo chiamati a combattere in grossi dungeon che mettono a dura prova le nostre abilità, grazie ad un livello di sfida molto appagante. Il nostro personaggio avrà a disposizione diverse abilità e delle armi da combinare. In nostro aiuto interviene un sistema di classi, chiamati Jobs, che ci permette di spaziare tra le debolezze e le peculiarità delle classi. Scegliere con cura con quale affrontare il viaggio è importante, se non si vuole finire rapidamente a terra.

Una delle cose che ho più apprezzato è che i Dungeon sono quasi sempre impossibili da finire in una sola giornata, questo perché le risorse che ci servono sono troppe e impossibili da trasportare durante un solo viaggio. Spesso ci toccherà battere in ritirata per recuperare le forze e programmare con cura il prossimo viaggio.

Una storia valida

L’inizio del gioco è abbastanza similare ad altre produzioni di stampo nipponico, dove dopo un flashback il nostro personaggio si risveglierà senza memoria, salvato dagli abitanti del villaggio. Veniamo subito a conoscenza che un evento chiamato Quietus è pronto a distruggere tutto, e questo accadrà man mano che le stagioni avanzeranno. Il ritmo della storia è inizialmente lento, ma quando meno ve lo aspetterete è pronto a lanciare un grosso Plot Twist, rendendo la storia sempre più interessante e difficilmente riuscirete a scollarvi perché ne vorrete sapere di più.

Di fondo la storia ha un bel messaggio, un allarme verso quello che è l’inquinamento ambientale, il tutto amalgamato in uno scenario molto colorato e ispirato. Non sono mancati momenti durante le mie ore di gioco dove mi sono soffermato ad ammirare il paesaggio, nonostante la qualità grafica non sia delle migliori e non al passo con le ultime produzioni. Il lato stilistico è sicuramente promosso, per certi versi ricorda quello dei classici Final Fantasy o del tanto amato Bravely Default.

Tanto amore

Quindi sì, mi sento di dover dire che Harvestella meritava più spazio in mezzo a tutti questi colossi che sono usciti negli ultimi mesi. Avrebbe meritato una pubblicità maggiore, perché si tratta di una piccola perla in mezzo a un bosco rigoglioso. Se siete alla ricerca di un gioco diverso dal solito, Harvestella farà sicuramente al caso vostro.