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Need for Speed Unbound – Recensione

È innegabile che Need fo Speed sia una delle produzioni più storiche dell’ultimo decennio, dai tempi di PlayStation 2 ci ha sempre accompagnati nelle sue gare di velocità e sfide in un contesto spinto con gare all’ultima goccia di N2o. I ragazzi di Electronic Arts hanno da sempre cercato di rinnovare la formula con ogni capitolo della serie, anche se per certi versi, nel cuore di molti giocatori ancora permea l’amore verso Most Wanted, uno dei titoli più amati in assoluto.

Come dicevo prima, si tratta di una serie che da sempre si evoluta e ha provato a proporre cose sempre nuove (basti veder Hot Pursuit), anche questa volta i cambiamenti sono visibili. Lo stile anime dei personaggi e un open world di ottima qualità sono quelli che principalmente caratterizza Need for Speed Unbound.

Per questo ritorno, Criterion è riuscita a rinnovare in qualche modo la formula, ma voglio parlarvene in modo approfondito in questa recensione, dove vi spiegherò anche dove avrebbe potuto osare di più questo ritorno di Need for Speed.

Dalle stelle alle stalle

La storia è ambientata a Lakeshore City, una città ispirata per lo più a Chicago, dove il nostro personaggio, completamente personalizzabile attraverso un editor, lavora per conto dell’Officina Rydell insieme all’amica Jasmine. Il nostro trio è molto appassionato alle corse clandestine e a tutto ciò che le riguarda, con tanta voglia di farsi un nome dentro i gruppi più famosi che gareggiano in giro per la città. Durante uno di quelli che sembra essere un compito “legale”, dove dovremo recuperare un auto, succede una catastrofe. Il nostro personaggio viene tradito da Jasmine, compagna di mille avventure e disavventure, facendoci apprendere che la missione era un diversivo da parte della ragazza per poter rubare tutte le auto costose dal garage di Rydell.

La ragazza nega fin da subito il suo coinvolgimento nella rapina, per poi soffiarci sotto il naso la nostra auto migliorata e costruita con tanti sacrifici, lasciandoci con in mano solo un pugno di cenere e la volontà di ricostruire tutto da zero. Dal brutto avvenimento veniamo trasportati a due anni più tardi, dove la nostra protagonista porta avanti il Garage da sola, visto che Rydell da una crisi di depressione non si fa più vedere da ormai troppo tempo. Durante quella che doveva essere una normale routine lavorativa, dove dovremo accompagnare una ragazza di nome Tess a un raduno per una gara clandestina, veniamo a conoscenza che Yaz (così viene chiamata in modo abbreviato Jasmine) è diventata colei che organizza i vari eventi e raduni.

Revenge Act

Sorpresa dalle nostre abilità alla guida, Tess ci offre la possibilità di tornare a gareggiare e dandoci così la possibilità di costruire un nome nella città di Lakeshore City, permettendoci di riprenderci tutto ciò che ci è stato rubato dalla vecchia compagna di squadra. A livello narrativo abbiamo una base già vista e rivista nel brand, ma che allo stesso tempo intrattiene fino alla fine. Fortunatamente ad accompagnare il tutto ci sono i personaggi, molto ben caratterizzati e che spesso aggiungono dei dettagli interessanti alle vicende durante le missioni.

Personalizzazione a piena velocità

La mappa di Lakeshore City è veramente vasta, offre un open world pieno di eventi e ci regala dei panorami veramente molto ispirati. C’è da dire che a livello di innovazioni non abbiamo trovato molti elementi, soprattuto nella trama, dove per lo più dovremo gareggiare e spostarci da un punto all’altro quando ci verrà chiesto. Gran parte del tempo lo passeremo anche all’interno dei nostri rifugi, dato che ne sbloccheremo altri nel corso della campagna.

All’interno del rifugio è possibile personalizzare l’auto da un punto di vista estetico e di prestazione, o addirittura comprare nuove vetture dall’apposito negozio, che ci offre una varietà da non sottovalutare. Spesso ci sarà utile acquistare determinate tipologie di vetture, per poter accedere ad alcuni eventi affrontabili solo con una determinata categoria di macchina. All’interno della nostra base avremo la possibilità di poter personalizzare il nostro protagonista, dalle acconciature fino ad arrivare all’abbigliamento. Anche se molti elementi estetici andranno acquistati.

Road to…

Uno degli elementi più amati dai fan di Need for Speed è sicuramente il Tuning, ancora una volta presente in questo capitolo. Molti elementi ci permetteranno di trasformare la nostra vettura rendendola unica, tra effetti speciali mentre effettuiamo le derapate, fino a inserire degli sticker personalizzati che rendono l’auto piacevolmente unica e accattivante. Anche potenziare i pezzi meccanici dell’auto giocherà un ruolo fondamentale, spesso gli upgrade ci permetteranno di migliorare alcuni degli aspetti dell’auto che staremo guidando, dato che spesso in alcune statistiche nelle auto acquistate e già pronte presentano alcune lacune che potrebbero darci fastidio durante le corse.

Vi anticipo che la difficoltà del gioco si attesta su livelli medio-alti, spesso alcune gare sarà possibile vincerle solo a fine della corsa, e dove il minimo errore o curva presa male ci porterà a finire in fondo alla classifica. Le gare si basano tutte su dei tornei, dove ogni gara vinta ci permetterà di ottenere dei punti, raggiungendo così la fine dell’evento e segnando la vittoria solo a chi ha accumulato più punti. Spesso ci ritroveremo a dover affrontare eventi casuali, poiché partecipare ai raduni principali ci costerà molto, e spesso ci viene chiesto un quantitativo di denaro spropositato.

Un ambiente ricco, ma non troppo

Alla base abbiamo un gameplay molto arcade e conservativo, che ci ricorda molto quanto visto in Forza Horizon come stile di guida. Le macchine hanno un controllo abbastanza libero, anche se durante le derapate il rischio di scivolare è veramente alto, quindi bisognerà sfruttare tutte le risorse al meglio, partendo dal Nos. Abbiamo una nota di demerito per la distruttibilità, le auto sembrano non soffrire benissimo degli impatti, spesso un impatto leggero ci graffierà completamente l’auto, mentre uno più violento solo leggermente.

Spezzo però una lancia a favore della distruzione ambientale, ancora una volta ben caratterizzata e con la possibilità di buttare a terra quasi tutto quello che ci si para davanti in auto. Purtroppo però ci sono anche qui alcune lacune, infatti alcuni muri che potrebbero benissimo distruggersi, rimangono intatti costringendoci ad effettuare una manovra evasiva per non rimanere bloccati.

Un comparto tecnico buono

Il nuovo stile grafico dona una vita completamente nuova al brand, con uno stile che strizza molto l’occhio a quello degli anime. Gli effetti a schermo sono veramente spettacolari, belli da vedere e che donano uno stile unico a Need for Speed Unbound. Esteticamente ci ricordano molto quello dei graffiti, che vanno a donare una resa grafica molto piacevole. Lo stile cel shading si sposano bene con lo stile realistico degli ambienti e delle vetture.

Abbiamo giocato il titolo su Xbox Series X in 4K e 60 FPS senza troppi problemi. Abbiamo riscontrato solo qualche leggero pop-up dentro le aree più vaste. Posso confermarmi che anche su Xbox Series S il gioco gira meravigliosamente, dato che ho avuto modo di testarlo pure su quella piattaforma. Ancora oggi il Frostbite riesce a fare la sua sporca figura.

Spezzo una lancia a favore del doppiaggio italiano, sempre ben caratterizzato e che non ha nulla di invidiare a quello inglese. La colonna sonora è di alta qualità, riesce a sposarsi bene con tutte le strade di Lakeshore City, nonostante il genere principale sia la trap, che in questo caso non può che essere solo un aspetto positivo vista la tipologia di narrazione e lo stile dei personaggi.

Commento Finale

Quindi sì, mi sento in dovere di promuovere Need for Speed Unbound, ma non a pieni voti. L’impatto visivo è molto piacevole, ma il gioco soffre di poca varietà rispetto al passato. Mi sarei aspettato una maggiore innovazione da parte di Criterion. Nonostante tutto, il gioco offre diverse ore di puro divertimento ed è un buon punto di partenza per rilanciare il brand.

Need for Speed Unbound
  • 7.5/10
    Voto - 7.5/10
7.5/10

Riassumendo

Need for Speed Unbound è un buon titolo, ma che avrebbe potuto osare molto di più. Si tratta di un ottimo punto di partenza per rilanciare il brand nella community moderna, e non vediamo l’ora di sapere che altro avranno in serbo i ragazzi di Electronic Arts per il futuro di Unbound.