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Persona 3 Portable – Recensione

Quando si parla di Persona 3, si entra in un argomento molto delicato per me, trattandosi di uno dei miei capitoli preferiti della serie. Al momento dell’annuncio della versione Portable rimasterizzata non ho saputo contenere l’entusiasmo, nonostante non si trattasse dell’edizione di Shin Megami Tensei: Persona 3 FES, uscita nel lontano febbraio del 2008 in Europa.

Per chi non lo sapesse, oltre al Portable, la versione originale per PlayStation 2 ha avuto una riedizione chiamata per l’appunto FES. Questa differiva dalla sua versione madre per via dell’aggiunta di nuovi Social Link, oggetti e boss fight, ma la cosa più importante è The Answer una nuova porzione di gioco completamente inedita.
Non voglio entrare troppo in merito a questa nuova modalità poiché è una sorta di “Sequel” del finale del terzo capitolo e rischierei di fare degli spoiler.

Tornando al discorso principale e della versione da noi analizzata, ovvero Portable, si tratta di una produzione destinata a suo tempo solo al pubblico di PlayStation Portable, con l’aggiunta di una protagonista femminile e le scene di esplorazione totalmente tagliate e riprogettate in una grafica Visual Novel e con un menù da punta e clicca.

La domanda lecita è una: sarà riuscito nuovamente a stupirci questo viaggio verso la distruzione delle dodici ombre che minacciano il mondo? Scopriamolo insieme!

Lo studente trasferito

Inizieremo la storia con il nostro trasferimento a Tatsumi Port Island, una città che il nostro protagonista conosce bene, perché fino a dieci anni prima aveva vissuto lì. Il gioco ci introduce fin da subito L’Ora Buia, un lasso di tempo presente dopo la mezzanotte dove i più trasmutano in bare per tutta la sua durata, e solo in pochi riescono a rimanere coscienti. Durante questa fase temporale, sono presenti delle minacce chiamate Ombre.
Quando arriveremo al dormitorio della Gekkoukan High School, ci verrà chiesto di firmare un contratto da una figura misteriosa.

La storia fin da subito ha tinte molto oscure, infatti non passerà molto tempo che un’ombra attacchi il nostro dormitorio, e grazie all’aiuto di Yukari Takeba (una delle nostre compagne di classe e dormitorio) e la guida di Mitsuru Kirijo, riusciremo a difenderci, anche se per farlo risveglieremo il nostro io interiore: il Persona.

Questi spiriti ci permetteranno di combattere le più minacciose ombre, ma per evocarle bisognerà puntarci alla testa una pistola chiamata Evoker e poi premere il grilletto. A seguito di questo evento ci verrà introdotta la squadra SEES (Squadra Extracurricolare Esecutiva Specializzata) che ha il compito di liberare il mondo dalle cosiddette ombre.

Benvenuti nella Velvet Room

Nel corso della narrazione conosceremo nuovi portatori di Persona, che si aggiungeranno alla squadra. Il nostro eroe è anche accompagnato da una voce guida, quella di Igor, un individuo che si trova dento una dimensione chiamata Stanza di Velluto, insieme al suo attendente. Il quale ci spronerà a creare ulteriori legami per potenziare le nostre abilità combattive.

A livello narrativo ci sono alcune differenze rispetto al capitolo originale, partendo dalla scelta iniziale di poter utilizzare un personaggio femminile oltre a quello maschile, ed è l’unico capitolo dell’intera serie a porci questa scelta.

Questo va ad influenzare anche i Social Link, le interazioni che possiamo avere con altri membri dei SEES o con personaggi chiave all’interno dell’universo di gioco, appartenenti a uno degli Arcana. Nel titolo originale potevamo avere delle relazioni con delle specifiche ragazze, impersonando invece la protagonista femminile, potremo entrare in un rapporto speciale con uno dei membri maschili.

L’influenza della protagonista femminile è palpabile anche dentro la trama di gioco, perché avremo la possibilità di vedere in alcune scene (ad esempio durante la gita alle terme), dal punto di vista femminile, svelandoci cosa stavano facendo nel mentre i membri del party del sesso opposto.

Anche in altri eventi, che eviterò di citarvi, avremo la possibilità di mutare leggermente la trama di gioco, plasmando un certo evento per renderlo leggermente differente nella sua conclusione.

Potenzialità interna

Le battaglie di gioco sono tutte a turni, il sistema ci permette di sfruttare le debolezze nemiche in base agli elementi a cui sono meno tolleranti. Gli scontri avvengono solo all’interno del Tartaro, una struttura che si è formata con l’avvento dell’Ora Buia. Il tutto è composto da piani suddivisi in sezioni, più scaleremo il Tartaro e più i nemici diventeranno più forti.

Per iniziare un combattimento, dovremo scontrarci contro una delle ombre presenti a schermo, dando inizio così allo scontro. Non è possibile prevedere quali nemici ci si pareranno davanti, poiché nella loro forma a schermo ci verrà mostrato solo uno slime di ombra e in base alla sua dimensione potremo capire a che rango appartiene. In alcuni frangenti sarà possibile pure evitarli, anche se la struttura del Tartaro è molto astrusa e spesso dovremo obbligatoriamente sconfiggere il nemico che si frappone tra noi e le scale del prossimo piano.

Di tanto in tanto durante la nostra scalata, ci imbatteremo in dei piani speciali che hanno un mini boss da sconfiggere. Spesso queste battaglie sono con nemici di livello più alto, e sarà necessario trovare le strategie migliori per poterli sconfiggere e andare avanti.

Ogni qualvolta riusciremo a individuare il punto debole dei nemici e questi ultimi saranno nello stato A Terra, sarà possibile effettuare un assalto di gruppo che infliggerà un ingente danno.
Se il nostro protagonista durante una battaglia sarà portato a 0 Punti Vita, avremo il game over indipendentemente dallo stato degli altri membri del party.

La sfida offerta è abbastanza alta, e uno dei principali problemi del terzo capitolo è quello di ricevere un quantitativo di punti esperienza molto esiguo per aumentare di livello, costringendoci spesso ad un farming molto più intenso.
Fortunatamente in soccorso a questo intervengono le carte: ogni tanto a fine di uno scontro potremo scegliere delle carte dentro uno “Shuffle”, premuto l’apposito tasto al momento giusto è possibile ricevere un bonus esperienza, un nuovo Persona, una nuova arma, dei soldi oppure un bonus energia che aiuterà il nostro party a recuperare della vita. Bisogna però fare attenzione ad alcune carte che ci daranno degli effetti negativi.

La Stanza di Velluto e le fusioni dei Persona

L’utilizzo della Stanza di Velluto gioca un ruolo importante per il progresso del gioco. All’interno della stanza sarà possibile registrare dentro il Compendio tutti i nostri Persona ottenuti, registrandoli allo stato corrente in modo da acquistarli nuovamente al livello che erano fino all’ultima registrazione. È possibile fondere i nostri Persona con diverse combinazioni, inizialmente avremo la possibilità di fonderne due o tre alla volta, per poi espandersi fino a quattro o più una volta raggiunta una fase avanzata della storia.

All’interno della Stanza di Velluto sarà presente un attendente, Theodore se utilizzeremo la protagonista femminile o Elizabeth nel caso usassimo quello maschile. A un certo punto della storia, ci offrirà delle missioni secondarie, e spesso ci chiederà di effettuare determinate tipologie di fusioni o di recuperare un determinato oggetto. Il tutto dovrà essere fatto entro la scadenza segnata all’interno della missione.

Interazioni sociali di ogni tipo

Durante le fasi diurne, prima dell’Ora Buia, avremo la possibilità di andare a scuola, basata sull’anno scolastico giapponese che parte da Aprile e termina a Gennaio. Spesso in classe ci verranno fatte delle domande, che se risposte correttamente ci aiuteranno ad aumentare la nostra statistica del Fascino. Tra le attività ci sarà la possibilità di andare al Karaoke o svolgere dei lavori per aumentare il nostro Coraggio o Fascino, mentre per incrementare il nostro Sapere sarà necessario studiare.

Le statistiche sociali sono importanti per interagire con determinati personaggi, i quali hanno degli attributi richiesti specifici e senza questi non sarà possibile effettuare alcune attività con loro. Tra le attività troviamo anche i club scolastici che spesso nascondono delle sotto-trame interessanti. Personalmente apprezzo maggiormente quelle dedicate ai personaggi dei SEES, i quali man mano che stringeremo un rapporto più profondo ci sveleranno parte del loro passato, andando ad arricchire il loro background.

Una differenza rispetto a Persona 3 e Persona 3 FES è che non è più presente il sistema di gelosia. Nelle due iterazioni precedenti del titolo, infatti, socializzare in contemporanea con due personaggi femminili per aumentare l’Affinità Sociale con loro comportava il capovolgimento e addirittura la rottura del rapporto con una delle due.
In questo Persona 3 Portable ha ripreso a piene mani da quanto fatto con Persona 4, il quale uscì in Giappone un anno prima rispetto a P3P.

Bisogna sempre tenere in mente in quale giorno fare determinate attività, dato che avremo un calendario ben specifico da seguire. Spesso durante i giorni di festività non sarà possibile effettuare buona parte delle attività, ma ne saranno disponibili solo una piccola parte o addirittura alcune volte nessuna. Sono presenti pure eventi speciali, come i festival, nei quali sarà possibile vedere alcune interazioni uniche disponibili solo in quel lasso di tempo.

Tecnicamente superiore

Questa versione rimasterizzata mi ha sorpreso in positivo. I modelli poligonali dei personaggi sono stati migliorati, e hanno raggiunto una risoluzione ben più dettagliata, basti pensare che la fascia SEES che hanno nella propria uniforme i protagonisti è finalmente leggibile. Peccato per gli sfondi nelle sezioni in stile Visual Novel che, per quanto siano stati migliorati, alcuni si presentano fin troppo sfocati.

Uno dei difetti principali di questo porting e della scelta di aver deciso di portare la versione Portable di Persona 3, è la mancanza delle scene animate, visto che queste vengono mostrate in continui fermo immagine o attraverso i ritratti.

Non ho nulla da ridire sul framerate, portato a sessanta frame per secondo, donando una fluidità maggiore a tutta l’opera. Anche l’utilizzo del cursore nelle scene di punta e clicca risulta molto più comodo rispetto alla sua controparte su PlayStation Portable.

Questa nuova versione è stata finalmente localizzata in italiano, traduzione che a nostro avviso è promossa quasi a pieni voti. Abbiamo trovato solo qualche piccolo errore grammaticale e di battitura, ma per il resto è stato svolto un buon lavoro.

Burn my Dread!

Che dire della colonna sonora? Un’opera d’arte che ancora oggi si presenta più che bene. Le tracce composte da Shoji Meguro risultano ancora tra le migliori della serie Persona. I nostri brani preferiti e che rimangono epocali sono Burn my Dread e Kimi No Kioku alla fine del gioco.
Noi abbiamo giocato al titolo con il suo storico doppiaggio Inglese, che ancora una volta ha saputo emozionarci con un cast di doppiatori stellari. Per chi non lo sapesse, all’interno del cast è presente pure un giovane Liam O’Brien, famoso per aver doppiato Caius Ballad in Final Fantasy XIII-2 e il Grimoire Weiss in NieR.

Commento Finale

Sono rimasto completamente soddisfatto da questo porting in HD di Persona 3 Portable sulle console di nuova generazione. Gli unici suoi difetti sono quello di non avere l’esplorazione nelle fasi diurne, difetto che si porta dalla sua versione originale, e il fatto che alcuni sfondi, per quanto siano stati migliorati, su uno schermo più grande risultano sfocati.

Per chi non ha mai giocato il terzo capitolo di Persona si tratta di un acquisto obbligatorio, data la sua narrazione profonda e toccante, tra le più mature degli ultimi capitoli dedicate alla serie. Quindi possiamo finalmente dirlo, questo porting è promosso per noi!

Persona 3 Portable
  • 9/10
    Voto - 9/10
9/10

Riassumendo

Persona 3 Portable è l’occasione giusta per far recuperare a tutti i nuovi fan della serie questo storico capitolo. L’edizione HD presenta dei modelli poligonali migliorati e una fluidità maggiore. Ci saremmo aspettati una cura maggiore per quanto riguarda i fondali delle sezioni Visual Novel, nonostante anch’essi presentino un lieve miglioramento. Promossa anche la traduzione italiana, che è stata ben fatta.

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.