La serie Like a Dragon è ormai diventata una leggenda, soprattutto negli ultimi anni in cui ha riscosso un successo incredibile grazie alle sue produzioni di alto livello qualitativo. Ogni anno aspettiamo in molti con trepidazione il capitolo di turno, pronti a emozionarci con intense storie, spesso accompagnate da racconti davvero profondi.
In questo caso, abbiamo Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii, uno spin-off della serie che, però, ha ben poco di secondario. Nonostante non sia numerato, si tratta di un capitolo che funge effettivamente da seguito di Like a Dragon: Infinite Wealth, l’ottavo capitolo numerato della saga. Questa volta vestiremo i panni di uno dei personaggi più amati dai giocatori (anche da me!), ovvero il Cane Pazzo di Shimano: Goro Majima.
Dopo aver vissuto questa nuova avventura piratesca alle Hawaii, sono pronto a parlarvi di questa esilarante e divertente esperienza in compagnia di Majima e compagni!
Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii
Sviluppatore: Ryu Ga Gotoku Studio
Distributore: SEGA
Piattaforme: PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One e PC
Data di uscita: 21/02/2025
Un naufrago alle Hawaii
All’inizio della storia vediamo l’ex Yakuza del Tojo Clan, Goro Majima, disteso sulla riva di Rich Island, a seguito di un incidente con la sua nave che il gioco, però, non ci mostra direttamente. Al suo risveglio, si trova davanti un ragazzino di nome Noah Rich, accompagnato dalla sua piccola tigre chiamata Goro proprio come il nostro protagonista, il quale però non si ricorda né chi è, né cosa ci fa lì.
L’isola è minacciata da diversi teppisti che si vestono da pirati, minacciando il nostro nuovo amico e sfidandoci in un combattimento. Scopriamo che Jason, il padre di Noah, ha deciso di isolarsi su quest’isola per garantire a suo figlio, affetto da una grave malattia, una vita tranquilla. Eppure, dentro di lui, non si è mai spenta la voglia di tornare in mare aperto alla ricerca del leggendario tesoro Esperanza, uno dei più ambiti dai pirati.
Spinti dal desiderio di trovare il tesoro e di aiutare Majima a recuperare i suoi ricordi, riusciamo a procurarci una nave sconfiggendo un capitano piuttosto brutale con il suo equipaggio. Conquistata l’imbarcazione, inizia la nostra scalata verso il tesoro, approdando a Madlantis con l’obiettivo di farci un nome tra i pirati e attirare l’attenzione di chi potrebbe fornirci delle risposte.
La narrazione di Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii offre un viaggio emozionante, in cui non solo dovremo recuperare i nostri ricordi, ma Majima si impegnerà anche per far vedere a Noah un mondo che il ragazzo, confinato a Rich Island, non ha mai potuto esplorare.
La storia scorre bene e possiede tutto il carisma tipico della serie, con quel pizzico di follia in più che solo Like a Dragon sa offrire. L’ambientazione piratesca aggiunge ulteriore fascino, permettendoci di esplorare nuove aree inedite. L’unico difetto, a livello narrativo, è forse la lentezza con cui alcune risposte vengono fornite, a volte dilatate un po’ troppo, ma nulla di eccessivo.

Tante botte piratesche
Dimentichiamoci quanto appreso negli ultimi capitoli, perché, proprio come accaduto con Like a Dragon Gaiden: The Man Who Erased His Name, anche qui si torna al sistema di combattimento classico, seppur con alcune modifiche. Avremo a disposizione lo stile di combattimento del Cane Pazzo, che ci permette di destreggiarci con il fidato pugnale che da sempre contraddistingue Goro Majima. Questo stile può essere alternato con quello del Lupo di Mare, che ci consente di impugnare sciabole da pirata e una pistola antica, oltre a sfruttare un rampino a uncino per attirare i nemici verso di noi.
Raggiunto un certo punto del gioco, potremo utilizzare anche misteriosi strumenti musicali, che ci permetteranno di evocare devastanti attacchi capaci di annientare gli avversari. Inoltre, il sistema di combattimento è stato migliorato per rendere l’azione ancora più dinamica. Oltre alle classiche schivate, avremo a disposizione il salto, utile per lanciare i nemici in aria e concatenare spettacolari combo aeree.
Ovviamente, in un titolo che fa dei pirati il fulcro della sua ambientazione, non possono mancare i combattimenti navali. La nostra imbarcazione, la Goromaru (battezzata in onore della nostra mascotte tigre), sarà equipaggiata con cannoni per affondare le navi nemiche, una mitragliatrice e persino un lanciarazzi che Majima potrà utilizzare personalmente per distruggere gli avversari. Per difenderci, potremo sfruttare cortine di fumo, che ci permetteranno di effettuare manovre evasive strategiche per metterci in salvo o ottenere una posizione di vantaggio.
Spesso saremo costretti a lasciare il timone per aiutare i membri della ciurma feriti in battaglia. Gli scontri tra navi avverranno sia in mare aperto che durante i tornei del Pirates’ Coliseum di Madlantis, anche se, in quest’ultimo caso, il combattimento si svilupperà su più fasi.

Mare e Hawaii, una giusta combinazione!
Ancora una volta, in Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii, troveremo storie secondarie esilaranti e al limite del folle. Come ben saprete, se avete mai giocato un titolo della serie, le missioni secondarie sono il cuore pulsante dei giochi di Ryu Ga Gotoku Studio, aggiungendo una miriade di ore extra, tra racconti surreali e momenti più toccanti.
Il mare non sarà il nostro unico territorio da esplorare: avremo a disposizione anche Honolulu, proprio come in Infinite Wealth.
In questo spin-off, uno dei nostri obiettivi principali sarà ampliare la ciurma, poiché alcune attività saranno accessibili solo dopo aver raggiunto un certo grado e arruolato un numero sufficiente di pirati. Potremo reclutare nuovi membri completando storie secondarie o incontrando volontari sparsi per il mondo. Questi si uniranno a noi solo dopo aver soddisfatto alcune loro richieste o requisiti specifici.
Ovviamente, non possono mancare i minigiochi, ancora una volta numerosi e divertenti. Tra questi troviamo Crazy Eats, che ci permetterà di guadagnare qualche soldo extra da spendere in città. Inoltre, è stata introdotta una nuova attività: la riscossione delle taglie. Potremo infatti dare la caccia ai ricercati dalla polizia, ottenendo in cambio punti fama e una notevole ricompensa in denaro.
Naturalmente, torna anche il mitico karaoke, accessibile sia dal Revolve, il famoso locale di Infinite Wealth, sia direttamente sulla nostra nave, dove potremo esibirci con diverse canzoni sul ponte!
Questi sono solo alcuni degli elementi secondari presenti in Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii, che dimostrano come, nonostante la storia principale sia più breve, il gioco sia arricchito da una vasta quantità di contenuti extra che ne espandono la longevità.
Un’altra novità che ho apprezzato molto è la possibilità di personalizzare il look di Goro Majima. Potremo scegliere diversi abiti in base allo stile di combattimento o indossarli liberamente al di fuori degli scontri. Per accedere ai nuovi outfit, dovremo accumulare una discreta somma di denaro, poiché ogni negozio offrirà un’ampia selezione di accessori e vestiti!

Performance e Steam Deck a bordo!
L’engine utilizzato per Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii è lo stesso dei capitoli precedenti, con alcune piccole migliorie. Dal punto di vista tecnico, il gioco gira in modo eccellente su PC: non ho riscontrato cali di framerate e l’ottimizzazione è decisamente solida.
L’unico aspetto meno convincente riguarda alcuni ambienti, che sembrano curati solo marginalmente e riutilizzano le stesse texture già viste in Infinite Wealth, probabilmente per via della quantità di asset già pronti dal capitolo precedente. Tuttavia, le nuove ambientazioni risultano stilisticamente molto convincenti e ben realizzate. Anche i filmati godono di un ottimo comparto animazioni, anche se su Steam Deck vengono visualizzati con bande nere superiori e inferiori per simulare il formato 16:9.

Per quanto riguarda le prestazioni sulla console portatile di Valve, il gioco è davvero ben ottimizzato. Anche nelle fasi più concitate, con molti effetti a schermo, mantiene una stabilità impressionante su settaggi medi, garantendo un’esperienza fluida e piacevole. Perfino durante le fasi in mare aperto, il gioco rimane stabile.
Inoltre, i consumi energetici sono ben bilanciati. Dopo un’ora di gioco, la batteria non scende sotto il 50%, segno che il titolo sfrutta in modo intelligente le capacità hardware della console. Da questo punto di vista, Ryu Ga Gotoku Studio ha fatto un lavoro magistrale, rendendo il gioco verificato su Steam Deck fin dal lancio!

Un comparto audio promosso
Il comparto audio di Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii è di altissimo livello, con una colonna sonora che non delude. Il karaoke introduce diverse nuove canzoni, tra cui The Goro Pirates e Song of Departure, quest’ultima utilizzata anche come brano di apertura alla fine del prologo.
Sul fronte del doppiaggio giapponese, ritroviamo ancora una volta un cast di grande qualità, con Hidenari Ugaki che presta nuovamente la voce all’iconico Goro Majima.
Anche in questo capitolo è presente il doppiaggio in inglese, con Matthew Mercer, noto per aver interpretato Leon S. Kennedy in Resident Evil 4 e più recentemente Vincent Valentine in Final Fantasy VII: Rebirth, nel ruolo di Majima.

Commento Finale
In conclusione, Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii è uno spin-off promosso, grazie alla sua varietà e alla sua narrazione interessante, che funge da diretto seguito dell’ottavo capitolo. Le attività secondarie sono tante e molto divertenti, aggiungendo diverse ore di longevità in pieno stile Like a Dragon.
A livello tecnico, il gioco fruisce bene sia su PC che su Steam Deck. L’unico difetto risiede in un riciclo di asset dal capitolo precedente, senza particolari miglioramenti rispetto ai difetti già riscontrati all’epoca. Nonostante ciò, è un titolo che mi sento di consigliare, soprattutto se amate il personaggio di Goro Majima e le avventure piratesche!




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